21Dopo le festività natalizie, in particolare, si riflette circa l’opportunità di intraprendere la classica dieta al fine di “purificare” il nostro organismo. Se è vero che i cibi più buoni sono anche quelli più pericolosi per la salute, il cioccolato sembra essere la classica eccezione che conferma la regola.

Appare ormai scontato che il cioccolato da preferire sia quello nero a basso contenuto di grassi e zuccheri, e che la dose non debba essere comunque eccessiva per evitare di introdurre troppe calorie, aumentare di peso e quindi vanificare l’azione preventiva ( è doveroso ricordare che una tavoletta da 100 grammi di cioccolato apporta mediamente 500 calorie). Chi vorrà giovarsi del suo prezioso concentrato di antiossidanti dovrà, difatti, abituarsi all’eco amarognolo del fondente, rinunciando al gusto del cioccolato bianco e, soprattutto, a quello delle barrette al latte. Non per nulla, il cioccolato fondente rappresenta una delle più rilevanti fonti alimentari di flavonoidi, antiossidanti per eccellenza presenti negli alimenti di origine o derivazione vegetale, come il tè, vino rosso, agrumi e frutti di bosco.

Il cosiddetto “cibo degli dei” è ricco di ferro, quindi utile ai soggetti anemici e alle donne con flusso mestruale abbondante. Il cioccolato, inoltre, abbassa la pressione, mantiene sano l’endotelio, il che equivale ad una buona salute del sistema cardiovascolare; al contrario, problemi all’endotelio rappresentano un grave rischio per il cuore, lipidi in eccesso e ipertensione. Aumenta il colesterolo buono, riduce quello cattivo. Il cacao, ricco di proteine del gruppo B (B1, B2 e B3), acido folico, potassio e magnesio, aumenta il flusso di sangue nel cervello, migliorando la memoria e le capacità di pensiero.

Angelo Ruggieri