Le sue origini sono siciliane e, partendo dalla provincia di Catania, è entrato nelle case di milioni di persone. Tutti, almeno una volta, hanno sentito parlare di Salvatore Aranzulla e del suo sito che risponde a ogni tipo di quesito digitale, ma non tutti conoscono la storia di questo “impero”.

L’impero di Salvatore Aranzulla

Aranzulla ha una risposta per ogni domanda digitale. Ha costruito, in due decenni, un impero economico e la sua azienda (Aranzulla S.r.l.) è in costante crescita. Il successo sta nel rigore, nella precisione e nel metodo. Il suo primo articolo è uscito nel gennaio del 2002 (“Come installare una stampante“): ancora oggi, lui studia contratti, programma, rilascia consulenze e scrive articoli.

Il sito di Salvatore Aranzulla, Aranzulla.com, in Italia è più visitato di Amazon e dichiara, per il 2021, 3,8 milioni di fatturato. Sono oltre 15mila pagine su problemi tecnologici di ogni tipo, cui fanno ricorso oltre 690mila utenti al giorno.

Intervistato dal Corriere della Sera, l’informatico siciliano racconta la passione per il suo lavoro “Potrei non lavorare più. Lo faccio perché mi piace. Ma appena metto il naso fuori dall’ufficio impazzisco: il mondo del lavoro è pieno di scappati di casa“, dice.

E ancora: “Le aziende assumono giovani incapaci per risparmiare. Ci ho a che fare ogni giorno. Vogliono un testimonial. Dicono: fissiamo una call. Io chiedo prima: avete il budget? Risposta: per ora no, ma sentiamoci lo stesso, anche solo per raccontarci le vacanze. Le vacanze? Ma che lavoro fa questa gente illicenziabile? Telefona?”.

Poi un ricordo del passato: “Quando sono venuto a Milano, a diciott’anni, il mio sito fruttava 36mila euro l’anno. Ci dovevo pagare le tasse, l’affitto, la retta in Bocconi. Non è che potessi non lavorare. Oggi mi pare che i genitori difendano sempre i figli, facendone imbecilli. I modelli sono rapper analfabeti e tiktoker che lasciano la scuola. Cambia l’algoritmo, e vanno in rovina. A cinquant’anni chi si occuperà di loro?”.

Per quanto riguarda i guadagni del sito, Salvatore Aranzulla spiega: “Il fatturato 2021 era di 3,8 milioni. Il 50% viene da pubblicità. Il 25% da link affiliati alle aziende. Il restante 25% sono i corsi che faccio, le collaborazioni in cui sono testimonial. Da due anni ho disdetto tutti i miei investimenti in prodotti di banche italiane, che sono costosi e hanno rendimenti imbarazzanti. Faccio da solo”.

Salvatore Aranzulla non ha mai smesso di amare il suo lavoro: “Al trentesimo compleanno ho preso due settimane di pausa. Mi cullavo con l’idea di non lavorare più: potrei. Ma mi annoiai. In un giorno ho finito i miei libri di Agatha Christie, Netflix mi stufava. Ieri c’era un procedimento che richiedeva 68 minuti. Io e il mio programmatore lo abbiamo riprogrammato, ora ne impiega uno. Questa roba per me è meglio del sudoku”.

A proposito della sua salute, inoltre, l’imprenditore rivela di soffrire di attacchi di panico: “In palestra sono svenuto sotto un bilanciere da cento chili. Potevo morire. Di lì ho iniziato a soffrire di attacchi di panico. Ne ho parlato in una seduta, e ho avuto un attacco anche lì. La terapeuta non sapeva che fare”.

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