Ci sono rabbia e dolore nelle parole di Rosalba Scorpo, vedova di Salvatore Failla, tecnico siciliano della Bonatti rimasto ucciso insieme a Fausto Piano in circostanze ancora misteriose in Libia. La donna ha affidato al suo avvocato, Francesco Caroleo Grimaldi, le sue pesantissime parole:

Lo Stato italiano ha fallito – ha detto – la liberazione dei due ostaggi è stata pagata con il sangue di mio marito. 

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato un messaggio alle famiglie dei tecnici morti, ma la replica di Rosalba Scopro non sceglie mezzi termini: "Non ha alcun valore per me". La donna vive a Carlentini, insieme alle figlie di 14 e 22 anni, e chiede di riavere integro il corpo del marito (che non si sa ancora quando potrà rientrare in Italia):

Se lo Stato non è stato capace di riportarmelo vivo – aggiunge – ora almeno non lo faccia toccare in Libia, non voglio che l’autopsia venga fatta lì. Lo stanno trattando come carne da macello, voglio che l’autopsia venga fatta in Italia. Nessuno, tra questi che stanno esultando per la liberazione ha avuto il coraggio di telefonarmi.

Sono emersi nel frattempo nuovi retroscena sulla vicenda. A Rainews24 l'avvocato della donna ha aggiunto:

Non c'è stato uno straccio di telefonata per spiegare cosa succede. E’ piu’ facile esultare per la liberazione che cospargersi il capo di cenere per la morte di due nostri connazionali. Sono parole forti quella della signora, ma di una donna che ha vissuto otto mesi senza sapere nulla di suo marito e che in questo momento vede come un oltraggio l’autopsia in Libia. Ci chiediamo se lo Stato italiano possa consentire una cosa del genere senza la presenza di un perito italiano. Vogliamo chiarezza.