Oggi il Festival di Sanremo si accende con la serata delle cover, il venerdì più atteso dall’Ariston. Un galà che quest’anno parla anche siciliano. L’Isola non resta sullo sfondo. Occupa il centro della scena con artisti, omaggi e richiami culturali che attraversano generazioni diverse.
L’omaggio a Pippo Baudo, simbolo siciliano del Festival
Questa edizione celebra in pieno Pippo Baudo, recordman siciliano per numero di conduzioni del Festival. Scomparso nell’agosto 2025, Baudo resta un riferimento per eleganza e preparazione musicale. Il suo nome evoca un’epoca della televisione italiana, che ha costruito riti condivisi e lanciato carriere decisive.
La presenza sul palco di suoi “figli professionali” come Laura Pausini ed Eros Ramazzotti suggella idealmente un’eredità artistica che continua a vivere nella musica italiana. È un passaggio carico di significato. Baudo non è soltanto un presentatore legato alla storia di Sanremo. Rappresenta una visione culturale capace di valorizzare talenti e territori, compresa la sua Sicilia.
Delia sul palco con Serena Brancale e Gregory Porter
Tra i duetti più simbolici emerge quello che vede protagonista Delia, che canterà insieme a Serena Brancale e Gregory Porter sulle note di “Besame mucho”. Un incontro tra jazz e tradizione latina che porta sul palco anche la voce della Sicilia.
Porter, nato a Los Angeles e cresciuto a Bakersfield, è una delle voci più autorevoli della scena black americana. A 54 anni ha vinto due Grammy Awards, nel 2014 con Liquid Spirit, che ha superato il milione di copie vendute, e nel 2016 con Take Me To The Alley, oltre a diverse nomination con album e singoli di successo. Agli inizi della carriera Wynton Marsalis lo definì “un giovane cantante fantastico”.
Accanto a lui, Delia Buglisi, nata a Catania nel 1999 e terza classificata a X Factor 2025, porta una scrittura folk legata alla tradizione popolare siciliana. I tre interpreteranno un classico scritto nel 1940 dalla messicana Consuelo Velázquez, inciso per la prima volta da Emilio Tuero e diventato uno dei brani più celebri del Novecento, reinterpretato nel tempo anche dai Beatles.
L’omaggio a Franco Battiato e alle radici siciliane
Non meno importante è la rivisitazione di “La canzone dell’amore perduto” di Franco Battiato, affidata a Nayt con Joan Thiele. Il brano richiama le radici siciliane del suo autore e la memoria collettiva dell’Isola.
Battiato ha segnato la musica italiana con una scrittura capace di fondere spiritualità, sperimentazione e cultura popolare. Riproporre una sua canzone sul palco dell’Ariston significa riattivare un patrimonio condiviso. La reinterpretazione collega generazioni diverse e riafferma il legame tra la Sicilia e uno dei suoi artisti più influenti.
L’omaggio non si limita alla nostalgia. Offre una lettura contemporanea che dialoga con il presente. In questo modo la tradizione non resta immobile, ma si rinnova.
Giusy Ferreri, Levante e le voci femminili dell’Isola
A guidare idealmente la pattuglia siciliana c’è Giusy Ferreri, palermitana, che affianca Francesco Renga in “Ragazzo solo, ragazza sola”. La sua presenza consolida un percorso artistico che da anni mantiene un legame forte con le proprie radici.
C’è poi Levante, di Caltagirone, che interpreta insieme a Gaia “I maschi”. Anche qui la scelta del brano dialoga con la memoria musicale italiana, ma lo fa attraverso sensibilità contemporanee. Le voci femminili dell’Isola mostrano versatilità e personalità. Non sono semplici ospiti. Portano una cifra stilistica riconoscibile.
Roy Paci, Mario Biondi e l’energia mediterranea
L’energia della Sicilia esplode con Roy Paci al fianco di Samurai Jay e Belén Rodríguez in “Baila morena”. Un’esibizione che promette ritmo e contaminazioni, nel segno di una tradizione musicale che guarda al Mediterraneo e oltre.

Accanto a lui, Mario Biondi porta la sua voce calda e profonda in un duetto di grande fascino mediterraneo. Biondi rappresenta una delle espressioni più riconoscibili della vocalità siciliana contemporanea. La sua presenza rafforza l’idea di un’Isola capace di muoversi tra generi diversi senza perdere identità.
Il passaggio di testimone con Carmen Consoli
Tra i momenti più attesi c’è anche “L’ultimo bacio”, portata al successo dalla cantantessa catanese Carmen Consoli e per l’occasione reinterpretata da Mara Sattei insieme a Mecna. Un ideale passaggio di testimone che tiene saldo il legame con la grande tradizione cantautorale dell’Isola.
Consoli ha inciso profondamente nel panorama musicale italiano. Rivedere una sua canzone in una nuova veste significa riconoscere il valore di un’eredità che continua a parlare alle nuove generazioni.
La serata delle cover è un viaggio tra ricordi e nuove interpretazioni. Le hit di ieri tornano a vivere con energia diversa, tra nostalgia e sperimentazione.
In questo racconto la Sicilia tiene il centro della scena. Il palco più importante della canzone italiana si colora così di accenti isolani e l’isola dimostra ancora una volta di saper conquistare l’Ariston e il cuore del pubblico.
