Forse non tutti lo sanno, ma fino al 22 marzo del 1943 nell’area dove oggi si trova il mercato ittico di Palermo sorgeva la chiesa di Santa Maria di Piedigrotta.

L’edificio, che si trovava in via Francesco Crispi, è stato colpito dalle bombo durante l’ultimo conflitto mondiale. Dopo che gli ultimi resti furono abbattuti nel dopoguerra, nel risistemare l’area di risulta, è stava conservata la grotta che dava il nome alla chiesa e alla porta della città che si addossava ad essa.

La chiesa è stata costruita, a partire dal 1565, a ridosso di una piccola grotta naturale, che è stata poi inglobata nella costruzione religiosa. In questa grotta, che i pescatori avevano ottenuto da Alfonzo Ruiz, vi era un’immagine del Cristo deposto, dipinta su una lastra di ardesia. Il luogo divenne meta di pellegrinaggio quando il giovedì Santo del 1564 alcuni ragazzi notarono che dalla fronte della Madonna grondava sudore e che dagli occhi scendevano lacrime.

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Venne fondata la confraternita Della gente di mare, sotto il titolo di Santa Maria di Piedigrotta, poi si pose la prima pietra per la costruzione dell’edificio religioso, che fu portato a compimento nel 1579. La chiesa sorgeva fuori dalle mura della città, quindi serviva una porta per accedervi: così si costruì la Porta di Piedigrotta, molto utilizzata dai pescatori dell’epoca.

I pescatori di oggi hanno ormai perduto la memoria di tutto questo e poco rimane del ricordo di Santa Maria di Piedigrotta, ma, hanno tenuto celato per tanto tempo l’ingresso alla grotta e solamente in qualche rara occasione è stato possibile visitare l’ipogeo, molto interessante.