Oggi raccontiamo un’altra singolare storia di Sicilia che chiama in causa i giganti. In numerosi racconti si parla di queste mitologiche figure e ne esistono per ognuna delle province. Quella odierna ci porta a Palermo: qui, intorno al 1527, fu fatta una scoperta che diede vita a un grande folklore.

In alcune grotte del Monte Grifone, in località San Ciro, vennero ritrovate centinaia di ossa gigantesche. Subito si pensò ai giganti, alti più di sei metri che avrebbero abitato la Sicilia dall’alba dei tempi.

Le credenze andarono avanti per molti secoli. Di fatto, anche l’origine stessa dell’Isola è legata a leggende sui giganti (clicca qui per saperne di più). A fare luce sulla vicenda delle gigantesche ossa fu Domenico Scinà, nel 1831. Fu allora che venne pubblicato un rapporto che chiarì tutto una volta per tutte: le ossa appartenevano ad animali, per lo più cervi ippopotami ed elefanti.

Quanto affermato da Scinà, tuttavia, non mise fine ad altri ipotesi. Molti eruditi, favoleggiavano sulla battaglia della Valle dell’Oreto del 250 a.C., quando l’esercito di Asdrubale arrivò cavalcando elefanti e fu sconfitto dalle truppe romane del console Cecilio Metello. Anche queste ipotesi erano errate, poiché quelle ossa erano sicuramente di epoca più antica.

A porre fine ala questione fu Gemmellaro, nel 1869: mise insieme le ossa per ricostruire gli antichi animali, tra cui lupi, cervi, iene ed elefanti, che divennero portatori di leggente. Alcuni preziosi esempi sono ancora oggi ammirabili al museo Gemmellaro dell’Università di Palermo.