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Scala dei Turchi, il proprietario: «La vendo, se la compri Elon Musk e la protegga»

Il proprietario della Scala dei Turchi di Realmonte, Ferdinando Sciabarrà, è pronto a cedere la celebre scogliera. Dalle pagine del Corriere della Sera, Sciabarrà non ha nascosto le sue preoccupazioni in vista della stagione estiva imminente. Cosa sta accadendo.

«Non è bastato dire alla Regione, al Comune di Realmonte e agli enti pubblici interessati “Ve la regaliamo”», ha detto il proprietario dell’iconica scogliera siciliana.

Che ha aggiunto: «Sono arrivate solo promesse. Senza nulla fare. E, dopo un anno, preoccupati da una stagione che si annuncia come un assalto ai gradoni della Scala, la mettiamo all’asta, facendo appello per primo a Elon Musk perché se la compri lui, la protegga e la usi al meglio…».

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Per la quasi totalità, la Scala dei Turchi di Realmonte è di proprietà privata. Una perizia ha accertato la legittima acquisizione ed è scattata la restituzione, nel mese di novembre del 2021.

Quale futuro per la scogliera siciliana?

«Volevo donarla alla pubblica amministrazione ma il “pubblico” è sordo. Volevamo affidarla ad una associazione ambientalista e ci è stato impedito… È necessario consentire visite in sicurezza dei turisti con accessi controllati, non solo con staccionate facilmente aggirabili. Bisogna bloccare gli smottamenti della roccia che si sfalda» ha spiegato, sempre attraverso le colonne del Corriere della Sera, il pensionato settantatreenne.

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Già nel mese di aprile dello scorso anno, attraverso il suo legale Giuseppe Scozzari, il proprietario aveva dato la disponibilità a cedere. Adesso che la stagione estiva è alle porte, Ferdinando Sciabarrà è preoccupato: «Non abbiamo la forza di gestire il flusso in sicurezza perché nessuno si faccia male. Se le istituzioni siciliane non sono capaci, ben venga qualcuno come Musk. Purché la renda fruibile gratis come abbiamo fatto noi da sempre. Musk o altri possono guadagnare in immagine. Cedendo il sito per pubblicità o altro ai grandi della moda, per esempio. Certo, non per costruirci sopra un chiosco o un albergo».

Redazione