Due importanti opere – una di Leonardo, l’altra di autore ignoto del Seicento – sono il punto di partenza per il rilancio delle zone terremotate. Coinvolgendo anche le scuole

 

FERENTILLO (Terni) – Dopo la scoperta lo scorso dicembre – da parte del ricercatore Luca Tomio, e “certificata” da Vittorio Sgarbi – della riproduzione della cascata delle Marmore nel disegno di Leonardo  Da Vinci noto come “Paesaggio con fiume”, custodito agli Uffizi di Firenze, ne arriva un’altra. Un passaggio fondamentale per il rilancio delle zone terremotate e abbandonate da residenti e da turisti che si arricchisce di un’ulteriore scoperta di qualche giorno fa.
   Nel corso di una ricognizione a San Pietro in Valle (splendida abbazia del comune di Ferentillo chiusa al pubblico da ottobre perché pericolante), Tomio ha nuovamente riconosciuto la cascata delle Marmore, stavolta in un affresco databile al XVII secolo.

A guidare il ricercatore nel percorso c’era il giovane archeologo Sebastiano Torlini, esperto dei beni artistici e architettonici della zona. Nell’abbazia longobarda – dove sono in corso dei lavori di restauro – è emerso infatti un affresco che vanta una particolarità. Si trova nell’absidiola retrostante il sarcofago contenente i resti dei santi eremiti Lazzaro e Giovanni, lungo il circuito rituale che percorrevano i pellegrini, e rappresenta l’incontro del duca longobardo Faroaldo II con l’eremita Lazzaro. Ciò che ha stupito Tomio è lo sfondo, dove è rappresentato un paesaggio inequivocabilmente identificabile nella Valnerina ternana. 
   «Questa ulteriore scoperta – commenta lo studioso milanese – ci apre diversamente gli occhi sulle bellezze di questi luoghi e Ferentillo è un centro nevralgico tanto quanto la cascata. San Francesco conosceva la cascata delle Marmore, Dante la cita nel XX canto del Paradiso». Così come questa valle incontaminata fu attraversata nei secoli dai più importanti personaggi italiani come Leonardo, che come si è visto conosceva bene i luoghi, o Giotto.
   Lo studio dei due affreschi ha spinto Luca Tomio e Sebastiamo Torlini a scommettere nuovamente su un territorio devastato, da Termi a Spoleto, che in seguito al terremoto sta vivendo un periodo drammatico in termini di disagio, e in cui i flussi turistici si sono affievoliti fino quasi a scomparire. Questa potrebbe essere la chiave di volta per attivare una serie di iniziative per ripartire, nonostante il disastro: «Sto agendo da tecnico col sostegno della preziosissima Fondazione Carit e in stretto contatto con enti e istituzioni territoriali – dice il ricercatore – a giorni terrò delle conferenze a Terni per coinvolgere direttamente studenti e Torlini mi affiancherà. Dobbiamo fare passare il messaggio che nei nostri territori si può rimanere e lavorare».
   La rinascita, ancora una volta, parte da scuola e cultura.

Il disegno di Leonardo

Il disegno di Leonardo