01Coppia&Diritto. PALERMO, di Silvio D’Auria  –  Non si tratta tecnicamente di “divorzio breve” ma è certamente una percorso molto più semplice. "Per la prima volta si potrà concludere un accordo di separazione o di scioglimento del matrimonio di fronte al Sindaco". Ad annunciarlo ieri è stato il Ministro della Giustizia, Andrea Orlando.

Le coppie potranno dirsi addio rivolgendosi al Sindaco se la separazione o divorzio sono  “consensuali”: è la novità è prevista dall’Art. 12 della Legge in corso di approvazione in Parlamento.  Se non si hanno figli a carico e in assenza trasferimenti patrimoniali, i coniugi che decidono di lasciarsi, possono presentarsi dal primo cittadino che, in qualità di Ufficiale di Stato Civile, concederà formalmente un mese di tempo alla coppia per riflettere ulteriormente sulla scelta. Trascorsi 30 giorni, se riconfermano la medesima volontà, l’accordo prende forma sostanziale e produce gli effetti giuridici. Si saranno evitati, così, Tribunali e le lunghe attese delle udienze.

La nuova Legge faciliterà la vita anche alle coppie con figli a carico, figli minori o portatori di handicap. Infatti l’Art. 6 detta una semplificazione della Legge in vigore: in caso di addio consensuale, i coniugi potranno ricorrere alla “negoziazione assistita” ovvero decidere le condizioni di comune accordo con l’assistenza di uno o più legali  di fiducia, saranno quest’ultimi a trasmetterlo entro dieci giorni alla Procura della Repubblica presso il Tribunale competente. Il Pubblico Ministero valuterà che l’accordo raggiunto è “rispondente all’interesse dei figli”. Si torna al procedimento tradizionale se invece il magistrato dovesse trovare l’accordo della coppia “non congruo”. Quindi trasmetterà gli atti al Presidente del Tribunale che convocherà le parti (i conuigi)

 

Introducendo queste novità, si eviteremo di caricare i Tribunali con migliaia di domande “in carta bollata” e accessi inutili per separazioni e divorzi consensuali, senza produrre nessun effetto deflativo sui Tribunali stessi. Adesso però, oggi più che in passato, sarà necessario una Legge organica sul “divorzio breve” e ridurre il tempo che intercorre fra la separazione e il divorzio. Le norme non incidono sui tempi di separazione necessari per ottenere il divorzio, che restano di tre anni.  Il decreto sul divorzio “facile” unite al provvedimento su cui si sta lavorando alla Camera possono davvero migliorare la vita a molte ex-coppie che hanno già deciso, di fatto, di non vivere più insieme.

In ogni caso qualsiasi sia la scelta delle coppie, che voglio porre fine al loro matrimonio, resta sempre necessaria la consulenza tecnico-giuridica dell’avvocato a cui ci si dovrà preventivamente rivolgere per farsi guidare, prima di ogni decisione, nel percorso delle nuove (e di quelle già esistenti) indicazioni normative sugli istituti della “separazione” e del “divorzio”. PALERMO,  Silvio D’Auria