Qualche “miscredente” sostiene trattarsi di una escrescenza rocciosa formatasi in maniera del tutto naturale, altri hanno addirittura scomodato gli extraterrestri; molto più seriamente invece gli studiosi ritengono trattarsi di un megalite risalente all’età preistorica.

Di certo c’è che la nostra Sicilia “nascosta” non finisce mai di stupirci ed ha sempre da mostrarci qualcosa attraverso cui parlare della sua storia, della sua cultura, di popoli e tradizioni.

Stavolta vi invito a recarvi nelle campagne di San Cipirello a pochi chilometri da Palermo; qui nell’altura di Monte Arcivocalotto vi imbatterete in uno strano blocco roccioso localmente denominato “u campanaru”.

Trattasi di un monolite forato databile tra il 3500 ed il 1200 avanti Cristo sulla cui reale funzione c’è ancora un qualche velo di mistero.

Tanti però gli esperti che dopo attenti studi ed osservazioni concordano nell’affermare che si tratti di un vero e proprio Calendario Solare attraverso il quale i popoli antichi, probabilmente per scopi legati alla agricoltura, tentavano di individuare i periodi legati al Solstizio ed all’Equinozio.

Viene però da chiedersi: –  Ma se il grosso masso era già li, strana coincidenza averlo trovato perfettamente adatto per quelle particolari e precise esigenze.

E se invece proprio in quel preciso posto non era, come qualcuno ipotizza, e trattandosi, come parrebbe, di un unico grande blocco di pietra arenaria, come avranno fatto e quanto avranno impiegato  a trasportarlo ed a forarlo?

Mistero!  –   Ma si sa, la Sicilia è piena di misteri.