Costume siciliano

Nuova lezione del Corso sui Beni Etno antropologici organizzato dall’Associazione SiciliAntica in collaborazione con la Facoltà di lettere dell’Università di Palermo e il Museo Antonio Pasqualino. Giovedì 30 gennaio 2014, alle ore 16,30 presso il Museo delle Marionette, Piazzetta Antonio Pasqualino, 5 (Trav. Piazza Marina) a Palermo, nuova lezione del Corso sui Beni Etno antropologici. Dopo la presentazione di Alfonso Lo Cascio, della Presidenza Regionale SiciliAntica, si terrà la conferenza dal titolo: “L’abbigliamento tradizionale siciliano: fonti, immagini, testimonianze letterarie”. Relatrice sarà Maria Teresa Di Blasi, della Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Catania. 

I protagonisti del Gran Tour in Sicilia rimasero, da subito, colpiti dalla singolarità e dalla bellezza dei costumi siciliani. Molti di loro infatti, in prima linea Jean Houel, si soffermarono con dovizia di particolari sulle descrizione dell'abbigliamento degli abitanti dell'isola di Sicilia lasciandoci preziose testimonianze sulle caratteristiche e le particolarità che contraddistinguevano ciascuna cultura e tradizione. Con il Regno delle Due Sicilie, poi, la ricerca e la documentazione dei costumi dell'isola divennero uno degli obiettivi dei governanti che trasformarono in arte la descrizione dei costumi tradizionali. Le immagini e le stampe preziose che ritraevano contadini, marinai, pescatori, carrettieri, briganti, monaci, contadinelle, fecero il giro dell'Europa e vennero riprodotte anche sulle porcellane preziose. Quando la rappresentazione dei costumi della Sicilia diventò una moda e la diffusione delle stampe capillare, l'ispirazione passò alle figurine in terracotta di Bongiovanni Vaccaro che creò, a Caltagirone, una vera e propria industria della bellezza. Nel nostro excursus alla scoperta della storia del costume siciliano incontreremo, poi, Pitrè, Salomone Marino e tutti gli studiosi che fecero delle loro ricerche una scienza. Con gli scrittori veristi, Capuana e Verga in primo piano, il costume siciliano verrà studiato e descritto nelle opere della letteratura tanto da diventare un modello per le future generazioni che trasferiranno queste conoscenze negli allestimenti teatrali e nel cinema. Oggi è la moda, interpretata dai grandi stilisti, a rimettere in gioco i costumi siciliani rivisitandoli con l'ironia e il distacco della contemporaneità.Maria Teresa Di Blasi, funzionario archeologo presso la Soprintendenza ai BB.CC.AA. di Siracusa. Già docente di Storia dell’Arte presso il Liceo Classico di Catania, ha insegnato Storia della moda e del gioiello presso l’Accademia di moda del capoluogo etneo, partecipando anche all’allestimento di alcune sfilate di moda di Gabriella Ferrera. Ha collaborato con Rai, Sky e Antenna Sicilia e pubblicato diversi volumi per le scuole su storia, arte e tradizioni.

Il giorno successivo, Venerdì 31 gennaio 2014, sempre alle ore 16,30è prevista una ulteriore lezione su “La domesticazione dell'ulivo e l'origine del commercio dell'olio” tenuta dal Bioarcheologo Maurizio Di Rosa. Domenica 2 febbraio è invece in programma la visita guidata a Palazzo D’Aumale a Terrasini e al Museo del sale di Trapani.

Il Corso sui Beni Etno antropologici prevede 12 lezioni e diverse visite guidate a Palazzolo Acreide, Buscemi, Scicli, Chiaramonte Gulfi,Mistretta, Santo Stefano di CamastraTerrasini, TrapaniPalermo. Alla fine del Corso sarà rilasciato agli iscritti un attestato di partecipazione. Per informazioni: Tel. 346.8241076. E-mail: palermo@siciliantica.it.