Una Silicon Valley in Sicilia? Potrebbe accadere davvero. La “Primo Wind“, società con sede a San Diego, ha individuato un punto di riferimento per un investimento nell’Isola. Quel punto è costituito dall’Agenzia di Sviluppo degli Iblei, e nel Gal Natiblei, il Consorzio pubblico privato che rappresenta le tre province del Sud Est della Sicilia, Siracusa, Catania, Ragusa. Primo Wind si occupa di soluzioni energetiche e comunicazioni alternative.

La società americana vuole far conoscere la piattaforma energetica mobile e innovativa alimentata da energia pulita, eolica e fotovoltaica.

Questa, oltre a produrre energia elettrica e illuminare, offre servizi veloci di comunicazione e trasmissione dati, wifi, tecnologia 5G, video sorveglianza, gestione automatizzata di impianti, servizi nelle aree rurali e controlli abigeato.

Silicon Valley in Sicilia, ecco come

Il fondatore di «Primo Wind», Ned McMahon, ha incontrato il presidente dell’Agenzia di Sviluppo degli Iblei, Paolo Amenta, vice presidente AnciSicilia, e il direttore del Gal Natiblei, Sebastiano Di Mauro.

Ad accompagnarlo, l’amministratore delegato di una delle sue società partner, Maria Neal, di «Marina Sud srl», azienda californiana impegnata in Sicilia, a Portopalo di Capo Passero, nella costruzione di «Port One», il lussuoso porto turistico.

A Palermo ha incontrato l’assessore regionale all’Energia, Alberto Pierobon, cui ha illustrato le potenzialità e le innovazione del prodotto. È stata espressa la volontà di poter interagire con le università siciliane.

«I nostri prodotti sono pensati per la sicurezza e le comunicazioni in rete e per l’uso nelle comunità sia urbane che rurali. Intendiamo investire in Sicilia con un impianto di produzione che potrebbe essere l’hub centrale per servire non solo l’Isola ma anche un più ampio mercato mediterraneo ed europeo». Queste le parole di McMahon.