0404040404“”Lu vardunaru può essere considerato il  sarto delle bestie da soma, mentre “ lu firraru” (il maniscalco) ne era il calzolaio.
Infattil “lu vardunaru”  costruiva ed aggiustava i finimenti “ di li vestii” (bestie da soma) come per esempio:
– “lu capistru”, in strisce di cuoio o in corda, spesso corredato da un “capizzuni” (morso), che incorniciava il muso e la testa di asini, cavalli o muli collegandosi con le briglie (“rètini”) che davano ai padroni la possibilità di guidare la loro “vestia”);
  • la “ seddra” e la “vardeddra”(sella e sella da lavoro), che coprivano il dorso della “vestia”. La sella era più raffinata ed elegante e  costruita in pelle più o meno morbida. La “vardeddra” invece era rigida,costruita con legno e stoffe rozze, munita di ganci in legno per appendervi i sostegni di “varlira” (barili per acqua),sacchi( “sacca”) e “carteddri” (ceste in canne e vimini). Seddra e vardeddra  venivano assicurati sulla bestia da una “cigna”(cinghia) larga striscia sottopancia in cuoio, e da una “cudera” formata da due strisce di cuoio che la bloccavano da dietro e lasciavano libera la coda.
    Ai lati della “seddra e vardeddra” pendevano le staffe(“staffi”);
  • “li vertuli"  erano una bisaccia a due tasche che copriva la seddra o la vardeddra e pendeva da ambo i lati costituendo un comodo posto dove mettere la roba da trasportare. “li vertuli” erano generalmente in tela grezza tipo olona , ma ce n’erano anche in belle stoffe tessute a mano con disegni tradizionali o in velluto;
–  e infine le parti ornamentali come i paraocchi e gli addobbi per i       cavalli destinati a trainare carrozze e carretti o per partecipare a sfilate e cerimonie.
 Lu vardunaru costruiva tutte queste attrezzature generalmente su ordinazione. 
Spesso però il suo lavoro si limitava solo ad aggiustare attrezzature già esistenti e rotte e, talvolta risolveva grossi problemi di lavoro.
Così, specie nei piccoli centri, si stabiliva con i clienti una vera e propria collaborazione amichevole.