In futuro volare da Roma a New York in un’ora e mezza, invece che in nove ore, potrebbe non essere piu’ solo un sogno. Parola di ImmagineRoberto Vittori, colonnello e astronauta Esa con una consolidata esperienza di missioni nello spazio, oggi addetto alle questioni scientifiche presso l’Ambasciata italiana di Washington. E’ qui che e’ stato firmato il primo memorandum d’intesa Italia-Usa, tra l’Enac e la Federal Aviation Association americana, per dare il via alla cooperazione nel campo del trasporto commerciale aerospaziale.
Spacexdragon1Un accordo che marca un ‘momento chiave’ – sottolinea Vittori – aprendo la strada all’utilizzo commerciale delle risorse extratmosferiche. Sul piano formale, infatti, il memorandum lega due enti governativi a lanciare la cooperazione in un nuovo e promettente ambito come quello dell’aviazione commerciale spaziale. In concreto, tuttavia, la finalita’ dell’intesa e’ quella di coinvolgere le aziende private, italiane e statunitensi, che gia’ hanno mostrato interesse per lo sviluppo di queste potenzialita’. Prima fra queste, l’americana SpaceX che ha gia’ investito consistenti somme di denaro per il trasporto di materiali sulla Stazione Spaziale Internazionale“.

Roberto-Vittori-Astronauta-italianoVittori non ha dubbi: “ci sara’ un boom dello sfruttamento di risorse extra atmosferiche e a fare girare la pagina sara’ l’ulteriore maturazione delle tecnologie” che, a suo avviso, hanno peraltro gia’ raggiunto uno stadio di maturazione tale da poter effettuare i primi esperimenti di questo tipo. Perche’ il sogno diventi realta’, tuttavia, sara’ cruciale risolvere il problema costi. “Il punto – spiega infatti Vittori – e’ quello di riuscire ad abbassare i costi del trasporto spaziale commerciale“. Una scommessa su cui l’Amministrazione Usa ha deciso di investire ben 690 milioni di dollari (queste le risorse destinate alla Nasa al titolo di Commercial Space Transportation) al fine di promuovere tutte le opportunita’, anche attraverso intese come quella firmata oggi, che potrebbero nascere da questo nuovo tipo di trasporto. In un futuro non troppo lontano e’ pensabile, insomma, che anche turisti, e non solo astronauti, sbarchino sulla Stazione Spaziale Internazionale. I costi dell’avventura nello spazio sarebbero ovviamente esorbitanti ma sia le aziende del settore che le agenzie governative sperano che proprio il turismo possa contribuire a finanziare le costosissime missioni. Accordi bilaterali come quello firmato oggi tra Enac e Faa avvicinano questa prospettiva e “fissano la nuova frontiera – conclude Vittori – della ricerca aerospaziale e tecnologica“.

Peppe Caridi