Terremoto Sicilia, c’è una nuova segnalazione. Una scossa di magnitudo 4.2 è avvenuta a largo della costa calabra sud occidentale (di fronte Palmi). L’evento si è verificato a una profondità di 11 chilometri, ed è stato avvertita anche nel Messinese. La segnalazione è riportata sul sito dell’Ingv.

Secondo le verifiche effettuate attraverso le strutture locali, dalla Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile, il terremoto con epicentro localizzato tra i comuni di Palmi, Bagnara Calabra, Seminara e Scilla in provincia di Reggio Calabria, è stato avvertito dalla popolazione. Fortunatamente non sono stati registrati danni a persone o cose.

In seguito alla scossa di terremoto è stato bloccato il traffico ferroviario sulla linea tirrenica, tra le stazioni di Reggio Calabria e Rosarno. La decisione è stata presa in via precauzionale, come da prassi, in modo da verificare gli impianti. Alcuni carrelli di Rfi (Rete Ferroviaria Italiana) sono al lavoro per verificare la tratta e accertare eventuali danni.

Terremoto Sicilia, gli studi degli esperti

I ricercatori italiani hanno scoperto un sistema di spaccature profonde, una vera e propria “finestra” sotto il mar Ionio: una rivelazione che contribuisce a spiegare il lento ma progressivo allontanamento della Sicilia dalla Calabria e l’alto rischio di terremoti nella zona.

«Le numerose campagne oceanografiche effettuate nella zona – spiega la ricercatrice del Cnr, Alina Polonia – hanno permesso di scoprire un sistema di faglie diffuso non lontano dalle coste che ora può essere sorvegliato.

«Aver scoperto questo sistema di faglie in mare- spiega ancora Alina Polonio – è positivo. Faglie a terra, infatti, farebbero senz’altro più danni. «Si tratta – prosegue la ricercatrice – di processi lenti e non catastrofici – che confermano i rischi geologici che la zona conosce». A condurre lo studio sono stati i ricercatori dell’Istituto di scienze marine Ismar-Cnr di Bologna, dell’università di Parma, dell’Ingv e del Geomar (Germania). Quanto emerso aiuterà anche a capire la formazione delle catene montuose e i forti terremoti storici.