PALERMOKadga Shabbi, la ricercatrice universitaria libica fermata a Palermo per istigazione a delinquere in materia di reati di terrorismo, deve tornare in carcere. La Cassazione ha confermato la decisione dei giudici del Riesame, che avevano annullato il provvedimento con cui il gip aveva disposto per la donna l'obbligo di dimora e non la custodia cautelare in carcere chiesta dalla procura.

La donna è arrivata in Italia tre anni fa ed è riuscita a vincere un dottorato di ricerca in Economia all'Università di Palermo. Secondo gli inquirenti, dietro la professione ufficiale di ricercatrice, avrebbe nascosto una rete di contatti con esponenti di organizzazioni terroristiche islamiche e foreign fighters, nell'ambito di una fitta rete di attività di propaganda in favore di Al Qaeda. Gli investigatori hanno raccolto intercettazioni telefoniche e dati dei suoi pc. L'inchiesta è partita da alcune segnalazioni.