Notevole blitz antiterrorismo della polizia tedesca nell'Assia, dove sono state ispezionati 54 luoghi, fra appartamenti privati, imprese e moschee. Nel mirino degli investigatori ci sono 16 persone di età compresa fra i 16 e 46 anni, sospettate di essere in qualche modo coinvolte in attività terroristiche. Figura principale nelle indagini un tunisino di 36 anni, il cui mandato d'arresto è stato spiccato in base al sospetto che sia operativo per l'Isis: l'uomo avrebbe pianificato un attentato, anche se il suo progetto era ancora in una fase iniziale e non vi sarebbero indizi che avesse già individuato un obiettivo preciso.

Circa 1.100 agenti di polizia sono stati impiegati nel blitz, che ha avuto come focus principale l'area del Meno. Solo a Francoforte sono state eseguite ispezioni in 33 edifici, fra appartamenti, moschee e luoghi di lavoro. Perquisizioni anche in sei edifici di Offenbach, in tre di Darmstadt, e in due del capoluogo Wiesbaden e di Limburg. Altri tre sospetti terroristi sono stati arrestati ieri sera a Berlino. Gli uomini avrebbero avuto stretti contatti con l'Isis, e collegamenti in Siria e in Iraq. Nelle indagini è coinvolta ancora una volta la moschea di Moabit della capitale.

Il tunisino, che dall'agosto 2015 aveva aderito all'Isis, è stato attivo come scafista e ha cercato di procurare nuovi adepti all'associazione terroristica. In Germania l'uomo aveva costruito una rete e pianificava un attentato. "I piani erano in una fase iniziale e non vi era ancora un obiettivo concreto", dicono le autorità. Il 36enne ha vissuto in Germania fra il 2003 e il 2013, e vi ha poi fatto ritorno "sotto altro nome, come richiedente asilo", ha spiegato il ministro dell'Interno Thomas De Maiziere, il quale ha sottolineato che l'islamista non fosse passato affatto inosservato agli enti della sicurezza tedesca.

Ricercato dalla Tunisia per l'attentato del Museo del Bardo, l'uomo era stato anche arrestato in Germania, in attesa di espulsione. Come nel caso del connazionale Anis Amri, l'attentatore di Berlino, a causa di mancanze nella documentazione necessaria al rimpatrio, era stato rimesso in libertà il 4 novembre 2016. Da allora, fino all'arresto di oggi, l'uomo è stato posto sotto osservazione.