02Razionalizzare il servizio reso alla Regione: è questa la parola d’ordine derivante dalla trattativa tra sindacati e pendolari, che si svolgerà nell’ambito della modifica e miglioramento della rete ferroviaria della Regione Sicilia.


La bozza di contratto, pronta sul tavolo dell’Assessorato ai Trasporti della Sicilia già dal 2009, avrà l’obiettivo di far fruttare al massimo gli investimenti che giungeranno alla Regione tramite il decreto ‘Sblocca Italia’. «Stiamo lavorando – ha dichiarato il Capo della Segreteria Tecnica, Giovanni Pizzo – per programmare meglio il servizio. Dobbiamo intervenire sulle incongruità dei trasporti regionali, finora le risorse non sono state spese al meglio e in modo efficiente.»
Sono oltre 397 i treni che ogni giorno circolano sul territorio regionale, su 1.378 chilometri di binari che devono coprire un territorio, che è il più esteso d’Italia.

Un territorio che per funzionare ha dunque anche bisogno di una rete di trasporto il più possibile rapida ed efficiente, che consenta ai propri cittadini di spostarsi facilmente e in tempo, per raggiungere i luoghi di lavoro. Invece ogni mattina sono molti i ritardi, le lamentele, le soppressioni; e diversi i disservizi: tra la città di Palermo e la città di Catania vige infatti un solo collegamento diretto, tutti gli altri impiegano fino a quattro ore, per coprire una distanza che è poco più di un pugno di chilometri.

Migliorare il servizio su rotaia significa anche non congestionare il traffico su gomma di tipo cittadino; secondo il rapporto FIT-CISL, presentato in questi giorni all’Astoria Palace di Palermo, alla presenza degli esponenti della Regione e di Trenitalia, i mezzi che si occupano di coprire i tragitti a breve percorrenza sono decisamente di più rispetto a quelli che dovrebbero coprire distanze maggiori, più di rilievo, con il risultato che spesso mancano i collegamenti tra provincie, o quelli tra le zone più interne della Sicilia, come nei comuni che si snodano tra Enna e Caltanissetta. La soppressione dei ‘Treni del Barocco’ ha portato una stagnazione anche nelle velocità di percorrenza delle aree disposte entro la provincia di Ragusa, sul cui territorio non sono presenti autostrade, né strade a scorrimento veloce.

Molte anche le sovrapposizioni tra navette bus e trasporto ferroviario, altro punto all’ordine del giorno delle trattative, che l’Assessorato vuole portare avanti disponendo una tavola rotonda tra sindacati e pendolari. Potenziamento dei mezzi a disposizione è la prima voce in cima alla lista: attraverso l’indizione di una gara d’appalto per l’acquisto di 50 nuovi vagoni. E sono necessari, sempre secondo il Sindacato del Settore dei Trasporti, migliorare anche l’efficienza dei collegamenti da e per i principali aeroporti della Sicilia.

Quindi, a conti fatti, non resta che attendere il sì del Ministero delle Finanze, che porterà al compimento il trasferimento dei famosi 111 milioni di euro tanto agognati per poter sopperire alle mancanze e incentivare la qualità del servizio presente; sperando intanto che, una volta ottenute, le risorse non vengano trasferite e riallocate altrove, con buona pace di pendolari, turisti e viaggiatori.

Autore | Enrica Bartalotta