01Con l’arrivo del giorno del Ringraziamento, Facebook lancia un nuovo strumento: un video di 1 minuto fatto di post e foto per dire grazie ai nostri amici.

“Dì grazie” è il titolo del nuovo tool di Facebook che è già diventato mania; ovvero un video di 1 minuto che si può creare con l’ausilio dei post e delle foto, presenti sulla propria bacheca e nelle proprie cartelle. Andando sulla pagina facebook.com/thanks basterà scegliere l’amico, i contenuti da trasmettere, che vi collegano, e infine lasciar fare al social network.

In poco tempo, Facebook creerà un video fatto su misura per te e per il tuo amico, per dirgli grazie in modo originale e unico. Poi, non basterà far altro che cliccare su ‘condividi’ per poterlo pubblicare sulla propria bacheca, o quella dell’amico.

E occhio alle prove, perché la lacrimuccia è dietro l’angolo.
Questa nuova opzione, ricorda i Look Back Video di un anno fa, quelli cioè che consentivano ad ogni singolo utente, di avere una visione di insieme del proprio anno passato su Facebook, attraverso una carrellata di immagini rappresentative della propria permanenza sul mezzo.

E a chi pensa che tutto questo trambusto sia del tutto innecessario, che servirà solo ai giovani, vi sbagliate di grosso: perché i numeri parlano chiaro, i giovani stanno abbandonando Facebook, sono gli adulti che pur di esserci mandano la propria privacy alle ortiche.

Tra la primavera e l’autunno del 2014, gli utenti di età compresa tra i 13 e i 19 anni sono passati dal 72% al 45%, proporzionalmente, è stato registrato un aumento in un’altra nota piattaforma social: Instagram; uno spostamento che è aumentato fino a raggiungere il 76%.

D’altronde non sarebbe la prima volta che qualcuno azzarda che i social network creino dipendenza. Il 30% del campione intervistato si trova su Facebook per dare un’immagine più “avventurosa”, ovvero più edulcorata di sé; e spesso sono i numeri a istigare questo tipo di comportamento.

Le notifiche, quei noti numerini bianchi su sfondo rosso che non lasciano dormire la notte: quanti ne abbiamo ricevuti, dove li abbiamo ricevuti, per cosa e da chi. Sembra proprio essere questo il vero motivo dietro la dipendenza da social.

Secondo la teoria del circolo del piacere che attesta quanto e se una sostanza può considerarsi dipendenza, quei numerini portano all’ottenimento di una gratificazione personale, e quindi alla voglia, ripetuta e costante, di usare il mezzo, un mezzo che scatena, di fatto, una competizione tra gli utenti. E chissà che questo “Dì grazie” non sia solo l’inizio di una nuova sfida.

Autore | Enrica Bartalotta