Una rete di medici, paramedici, società, personale del 118 e imprese di pompe onoranze funebri lucrava alle spalle di malati terminali in regime di assistenza domiciliare. I reati contestati a vario titolo sono truffa aggravata ai danni dello Stato, peculato, abuso d’ufficio, falsità ideologica commessa dal privato e da pubblici ufficiali in atti pubblici, detenzione illegale ai fini di spaccio di sostanze classificate stupefacenti.

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