ImmagineIn Italia ogni anno si diagnosticano poco meno di 5000 casi dicancro alle ovaie, la maggior parte di essi in fase avanzata e la mortalità è ancora elevata, dato che, purtroppo, il cancro ovarico non dà segni di sé fino a quando non ha raggiunto dimensioni notevoli, influenzando pesantemente l’esito delle cure. Le ovaie, che hanno all’incirca le dimensioni di una mandorla, sono due organi situati, uno a destra ed uno a sinistra dell’utero, a cui sono connessi dalle tube. Hanno due funzioni: producono ormoni sessuali femminili (estrogeno e progesterone) e rilasciano le uova. Ogni mese, quando la donna è fertile e non in stato di gravidanza, le ovaie producono un ovocita che si muove verso l’utero per essere fecondato. Il tumore alle ovaie è dovuto alla proliferazione incontrollata delle cellule dell’organo: nella 1°fase, le cellule tumorali si possono trovare in una o in entrambe le ovaie e possono svilupparsi sulla loro superficie o nel fluido raccolto nell’addome; nella 2° fase, le cellule tumorali si diffondono ad una o entrambe le ovaie ad altri tessuti del bacino, nelle tube di Fallopio o nell’utero e possono depositarsi nel fluido dell’addome; nella 3° fase, le cellule tumorali si diffondono ai tessuti al di fuori del bacino o ai linfonodi regionali e possono depositarsi anche all’esterno del fegato; nella 4° fase, le cellule tumorali si diffondono al di fuori dell’addome e della zona pelvica e possono depositarsi in fegato, polmoni o altri organi.

TUMORE OVAIE1 - CopiaAnche se le cause che portano all’insorgenza della malattia non sono ancora ben note, l’età massima di incidenza è attorno ai 45 anni per i tumori benigni e attorno ai 55 per quelli maligni e il rischio aumenta per le donne che non hanno avuto figli, per quelle che hanno avuto un menarca (prima mestruazione) precoce o una menopausa tardiva, per le donne sovrappeso, per quelle che adottano un’alimentazione ricca di grassi animali e povera di frutta e verdura fresche. Alcuni studi hanno dimostrato che l’infertilità potrebbe essere associata ad un rischio moderatamente più elevato di sviluppare il cancro ovarico. Il tumore alle ovaie può essere causato anche da un’alterazione genetica ereditaria della famiglia.

TUMORE OVAIE COPERTINA - CopiaLa presenza di una qualunque di queste condizioni in un ramo della famiglia può far sospettare un’alterazione genetica ereditaria:

  • almeno due parenti strette ( madre, sorelle o figlie) con carcinoma ovarico,
  • una parente stretta con carcinoma ovarico e una parente stretta con carcinoma della mammella, diagnosticati in età inferiore ai 50 anni,
  • una parente stretta con carcinoma ovarico e 2 familiari con carcinoma della mammella, diagnosticati in età inferiore ai 60 anni,
  • 3 parenti con carcinoma del colon o dell’utero e una parente con carcinoma ovarico.

 

FATTORI RISCHIO TUMORE OVARICO - CopiaI sintomi più comuni associati al tumore ovarico sono: gonfiore addominale, dolore pelvico e addominale, senso di sazietà anche a stomaco vuoto, difficoltà a mangiare, disturbi urinari, necessità di urinare frequentemente. Si tratta di sintomi aspecifici e comuni ad altri tipi di malattie, ma se si presentano insieme e all’improvviso, oltre che frequentemente ( più di 12 volte al mese), vanno subito effettuati dei controlli ginecologici. Solitamente l’iter diagnostico comincia col medico di medicina generale che visita la donna, facendole domande sulla sua storia familiare e sulle sue condizioni generali, prescrivendo degli accertamenti e, se lo ritiene opportuno, suggerendole di consultare un ginecologo specializzato nel trattamento dei tumori ginecologici. Il medico specialista che prende in carico la donna, dopo la visita ginecologica (per accertare l’eventuale presenza di masse), può prescrivere: analisi del sangue, un’ecografia addominale/ pelvica (soprattutto con sonda vaginale) e/o altri esami radiologici (risonanza magnetica o tomografia computerizzata). Le analisi del sangue includono anche la determinazione dei livelli di CA125, che, in presenza di cancro ovarico, possono risultare aumentati.

TUMORE OVAIE COLORE - CopiaLa diagnosi certa, comunque, viene effettuata dopo un accertamento istologico (ampia biopsia o asportazione dell’intero ovaio), che richiede un intervento chirurgico; mentre solo in particolari circostanze ci si limita all’ago aspirato ( prelievo di un campione della massa attraverso l’addome o di liquido eventualmente presente nell’addome e/ o nella pleure). Le donne colpite da tumore alle ovaie sono sottoposte ad intervento chirurgico, la cui entità varia secondo lo stadio della malattia. L’intervento demolitivo non dà la certezza che il tumore non si ripresenti, per cui, dopo esso, occorre effettuare la chemioterapia, che ha un ruolo di grande rilevanza nella strategia terapeutica, ma sempre insieme alla chirurgia. Nella maggior parte dei casi, i chemioterapici riducono le dimensioni del tumore ed eliminano il residuo tumorale microscopico dopo la chirurgia. Si impiegano particolari farmaci, detti citotossici o antiblastici, per distruggere le cellule tumorali. I farmaci vengono iniettati direttamente in vena nel corso di sedute di trattamento della durata di alcune ore e, in taluni casi, di qualche giorno, cui segue un periodo di riposo di alcune settimane per consentire all’organismo di riprendersi da eventuali effetti collaterali. La radioterapia, invece, viene impiegata a solo scopo palliativo, solo su alcune  sedi metastatiche.

Caterina Lenti

MeteoWeb