01Fanpage http://goo.gl/PnEgmx Museo Salinas di Palermo

Gli antichi naviganti che, percorrendo il breve tratto di mare che separa la Sicilia dal continente europeo, riuscivano a sfuggire agli insidiosi e a volte mortali gorghi di Scilla e Cariddi, potevano trovare rifugio nell’abbraccio accogliente di un porto a forma di falce. Secondo quanto narra Tucidide, i Siculi lo chiamavano “zanklon”, termine che nella loro lingua indicava appunto la falce. I coloni Calcidesi giunti d’oltremare intorno alla metà dell’VIII secolo a. C. vi fondarono una città che, adottando il nome indigeno, chiamarono Zankle. Il porto fu la principale fonte di prosperità della nuova fondazione, ma anche la ragione delle contese che nei secoli successivi si sarebbero scatenate per il suo possesso. Nell’ultimo quarto del VI secolo a.C. la ricchezza accumulata consentiva agli Zanklei di intraprendere la coniazione di monete d’argento, dracme del sistema calcidese. Quale emblema scegliere per rappresentare la città se non il suo porto? I “creativi” del tempo superarono brillantemente le limitazioni imposte dallo spazio e dai mezzi espressivi della moneta ideando la raffigurazione di un elemento falcato immediatamente percepibile come porto per la presenza al suo interno di un delfino simboleggiante il mare e del nome della città. La straordinaria veduta aerea del molo è completata, come in questo caso, da sagome rettangolari che indicano la presenza di edifici destinati probabilmente al ricovero delle merci.  

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