Dal Gruppo Facebook: Flora spontanea siciliana

Personalmente avverto che c’è in molti una confusione terribile su come viene visto o come dovrebbe essere interpretato un paesaggio naturale. Noto spesso che dietro alle nostre manifestazioni di stupore, di bellezza davanti ad una pianta in fiore, un ambiente o un territorio, vive nascosto e sedimentato, direi quasi incrostato, un profondo senso di terribile egoismo che, senza rendercene conto, traspira dai commenti e dagli articoli riportati. Mi spiego meglio. Limitandomi ai temi che affrontiamo nel gruppo, e udite udite ci occupiamo di “flora spontanea siciliana” (voglio precisarlo perché ancora qualcuno non l’ha capito), noto spesso che le piante vengono viste sempre come una cosa che deve per forza essere sfruttata, qualcosa che se non ha un utilizzo ben preciso non serve a nulla e non ha nessun valore. Molto spesso infatti ce ne usciamo, dopo un’identificazione di una pianta sul gruppo, con la triste frase: “”…e a che serve??””, ecco leggere una cosa del genere sprigiona in me un profondo senso di tristezza, di solitudine e di abbandono. Ma tornando a questo triste senso di egoismo vorrei ricollegarmi al post sui “Tulipani di Blufi” che stanno per sparire a causa delle ronde migratorie di raccoglitori che da tutta la Sicilia si spostano in gruppi di almeno 20 voraci e circospetti elementi in carovane con diaboliche pale meccaniche per distruggere questo “prezioso bene”. Ricordiamoci che i Tulipani di Blufi (che non sono di Blufi) sono il tipico esempio di egoismo umano, di un comportamento antropico che non si pone affatto il problema se una pianta possa creare o meno danni ad un ecosistema una volta introdotta; l’uomo decide di introdurla perché è “bella”, perché piace a se stesso, o magari per specularci sopra e trarne solo dei vantaggi. L’egoismo umano, associato alla deleteria maledetta ignoranza, è quanto di più distruttivo si possa produrre con danni spesso irreparabili. Che sia chiaro io non ce lo con il Tulipano di Blufi (che non è di Blufi), non ce l’ho con il Carpobrotus edulis, non ce l’ho con il Penniseto, l’Ailanto, le Acacie (simbolo alieno della festa delle donna), le Robinie, l’Oxalis pes-caprae, gli Eucalyptus che purtroppo hanno iniziato a spontaneizzarsi anche in Sicilia, il Fico d’India che ormai è entrato nella vostra vita (non nella mia perché è una pianta che non mi appartiene), puntualizzo che non ce l’ho con tali piante perché esse stesse sono solo vettori di ignoranza umana che ha purtroppo danneggiato gran parte degli ecosistemi naturali e chi è del mestiere sa di cosa stiamo parlando. Leggere i commenti dei sostenitori degli alieni è veramente deprimente soprattutto quando si cerca di sostituirle, nelle successioni ecologiche, alle piante autoctone considerando tutto ciò un normale aspetto naturale. Il Tulipano di Blufi (che non è di Blufi) è una tipica pianta aliena che è stata introdotta come ornamentale e ormai sfuggita, certamente non in modo aggressivo, assolutamente non paragonabile al Penniseto, al Carpobrotus, l’Ailanto, l’acetosella gialla, ecc. ma comunque è lì in quel contesto, in quel prato, da aliena sta cercando di riprodursi, di colonizzare il territorio ospite, è sfuggita al controllo dell’uomo, che ha deciso di piantarsela a casa, senza sapere del danno che si potrebbe creare. Ma sapete che seguendo i protocolli di salvaguardia del nostro territorio naturale l’eradicazione delle specie aliene dovrebbe essere di primaria importanza? Sapete che numerose Riserve Naturali siciliane già attuano questi protocolli? Sapete che la principale causa di estinzione di una specie è l’ingresso di specie esotiche? Frenare l’avanzamento delle piante aliene al nostro territorio dovrebbe essere fondamentale per la salvaguardia dello stesso!! Non capisco il senso di stare a disperarsi per la raccolta spropositata di una pianta aliena solo perché è terribilmente ed egoisticamente bella? Solo perché rappresenta un territorio non suo e che noi abbiamo considerato egoisticamente tale? Perchè colora di rosso la prateria? Perchè grazie al tulipano possiamo farci i selfie e mettere tutto su facebook? Dovremmo disperarci perchè se dovesse sparire non possiamo più manifestare il nostro senso di narcisismo (che con il tulipano contrasta tra l’altro). Ebbene per me ciò non ha alcun senso! La mia preoccupazione, se devo essere sincero, da devoto al nostro patrimonio floristico AUTOCTONO, è che se ognuno prelevasse tale Tulipano di Blufi (che non è di Blufi) e lo andasse a piantare nel proprio giardino potrebbe contribuire nel profondo della sua ignoranza alla diffusione della specie che non è assolutamente nostra e che non ci appartiene. Voi continuate a piangere sul Tulipano di Blufi (che non è di Blufi), a disperarvi, io invece continuo a preoccuparmi della nostra amata flora selvatica spontanea che merita tutto il nostro buon senso, tutto il nostro aiuto, la nostra salvaguardia, il nostro supporto. Puntualizzo nuovamente che la presenza delle piante aliene rappresenta il frutto dell’ignoranza e dell’egoismo umano e tali specie vanno contrastate con ogni mezzo. Sta a noi capire se prendere la strada che porta benefici alla natura o il triste sentiero che da piacere solo a noi stessi. Vorrei inoltre precisare, ne approfitto dell’occasione, che se durante le vostre passeggiate non fate altro che raccogliere e prelevare piante indigene, dal loro ambiente naturale, dallo loro “casa”, dal loro ecosistema per portarvele a casa convinti di far loro del bene, ricordatevi che il bene lo farete solo a voi stessi nel profondo del vostro egoismo.