030303La vaniglia, ricavata dal processo di fermentazione e lavorazione del baccello nero di Vanilla planifolia, una pianta rampicante appartenente alla famiglia delle orchidee, originaria delle foreste tropicali della costa orientale del Messico, è l’aroma più utilizzata al mondo in campo alimentare ed industriale. GliAztechi, chiamandola tlilxochitl, “fiore nero”, la utilizzavano per aromatizzare il loro “cibo degli dei”, la bevanda a base di cacao, la xocoatl o cioccolata. Secondo la leggenda, nel 1520Montezuma, sovrano azteco del Messico, offrì al conquistatore spagnolo Hernàn Cortes una bevanda profumata dal gusto particolare: il cioccolato aromatizzato alla vaniglia.

VANIGLIA OKFurono i conquistatori spagnoli ad introdurla in Europa, attorno al 1520, sebbene il Messico, iniziando le prime coltivazioni, rimase l’unico produttore mondiale per più di 300 anni. La pianta, che si riproduce normalmente per talea, si diffuse in viari giardini botanici europei e in molti possedimenti coloniali, specialmente francesi: a Réunion nel 1793, a Java nel 1819, in India nel 1835 e a Tahiti nel 1848. Tuttavia i tentativi iniziali di far produrre frutti alla pianta di vaniglia fuori dal Messico fallirono per mancanza delle api impollinatrici del genere Melipona e forse di una specie di colibrì. Il fiore è fecondabile un solo giorno e per via della sua particolare forma, l’impollinazione è davvero ardua. Fu solo nel 1836 che il naturalista belga Charles Morren riuscì a fecondare artificialmente il fiore, mentre la coltivazione su larga scala fuori dal Messico iniziò solo nel 1841, quando nell’isola dell’oceano indiano di Réunion, chiamata all’epocaBourbon, uno schiavo di nome Edmond inventò il metodo utilizzato ancora oggi per impollinare il fiore, utilizzando un bastoncino di bambù.

I francesi ben presto iniziarono a produrre vaniglia oltre che nell’isola di Réunion anche nelle isole Comore e in Madagascar. Ma la vaniglia, che deve il suo profumo alla vanillina glucoside, un composto chimico senza odore che, dopo la raccolta dei baccelli e un intenso processo di fermentazione, si trasforma nella vanillina libera, che è la sostanza che dà il caratteristico aroma , variabile in funzione della specie; non è solo un sapore, avendo numerose proprietà benefiche. Formata per il 52% da acqua e composta nella restante parte da carboidrati e zuccheri e, in piccola percentuale, da proteine e ceneri, vanta la presenza di numerosi minerali, tra cui potassio, magnesio, calcio, sodio, fosforo, zinco, rame, manganese e ferro, mentre, tra le vitamine, le più rilevanti sono la B1, la B2, laB3, laB5 e la B6. La vaniglia ha proprietà stimolanti ed antisettiche ed è molto nota per le sueproprietà afrodisiache; tanto che, agli inizi del Novecento, i dottori dell’epoca consigliavano di consumarla per superare i problemi legati alla sfera sessuale, mentre uno studio, condotto sui lavoratori di vaniglia, rivelò l’esistenza di una malattia professionale chiamata “vanillismo”che annoverava tra i suoi sintomi un incessante eccitazione sessuale.

Beautiful VanillaLa vaniglia suscita una sensazione di benessere e di rilassamento, trasmette buon umore ed allegria, è antidepressiva. Il suo aroma é euforizzante e confortante, attenua la collera e l’irritabilità, allenta le tensioni, lenisce l’insoddisfazione e la frustrazione, procurando un senso di appagamento fisico; il suo profumoaiuta a contrastare la fame nervosa, spesso legata ad un vuoto affettivo. Inoltre, è consigliata per attenuare la stanchezza muscolare e nella cura dei reumatismi, per combattere i radicali liberi, grazie alla sua azione antiossidante, per lenire i dolori mestruali. In cosmesi, l’olio essenziale di vaniglia svolgeattività ristrutturante, rigenerante, purificante, idratante, nutriente e addolcente ed è pertanto consigliato nella cura delle irritazioni cutanee, degli eczemi pruriginosi, oltre che per stimolare l’appetito e la produzione di succhi gastrici, favorendo la digestione (basta assumere 2 gocce di essenza accompagnandole con un pezzo di mela per rendere il loro sapore più gradevole al palato). Il metodo più semplice per conservare la spezia è quello di riporla nel barattolo dello zucchero per mantenerla fresca. Prima di utilizzare un baccello, incidetelo per lungo, aprendolo leggermente e lasciatelo ammollare in un poco di latte tiepido per una ventina di minuti.

Caterina Lenti

Meteoweb