Nel 2025 il turismo in Italia ha raggiunto livelli da record. Tra viaggi internazionali, mete esotiche e soggiorni organizzati, gli italiani hanno aumentato la propria spesa per le vacanze, ma non ovunque nello stesso modo.
Come riportato da Ilsicilia.it il report elaborato da Vamonos-Vacanze.it, basato su dati di Istat, Banca d’Italia ed Eurostat, mostra un’Italia divisa: a Nord si spende di più, al Sud la spesa è più contenuta. E proprio qui entra in gioco la Sicilia, che si colloca tra le regioni più attente al portafoglio.
Le nove province siciliane si trovano nella parte bassa della classifica nazionale. Tuttavia, anche in Sicilia si registra una crescita nella quota di reddito destinata al turismo: segno che la voglia di viaggiare resta alta, anche con budget limitati.
Le città del Nord dominano la classifica della spesa
Le prime posizioni del ranking turistico per spesa pro capite sono occupate da province del Nord: Brescia guida la classifica con 1.750 euro, seguono Aosta (1.731 euro) e Torino (1.725 euro). Anche le metropoli restano protagoniste: Milano (1.672 euro), Roma (1.600 euro), Bologna (1.591 euro), Firenze (1.499 euro).
Qui i redditi sono più alti, le infrastrutture migliori e la cultura del viaggio più radicata. In queste aree, la spesa per le vacanze può essere anche superiore del 40% rispetto alla media nazionale.
I numeri della Sicilia: provincia per provincia
Nessuna delle province siciliane supera la soglia dei 1.200 euro di spesa annua pro capite per i viaggi. Ecco i dati:
- Messina: 1.199 €;
- Palermo: 1.191 €;
- Catania: 1.191 €;
- Siracusa: 1.166 €;
- Enna: 1.147 €;
- Ragusa: 1.141 €;
- Trapani: 1.136 €;
- Caltanissetta: 1.125 €;
- Agrigento: 1.114 €.
Agrigento è la penultima provincia d’Italia per spesa turistica, appena sopra Vibo Valentia (1.105 euro). La differenza tra chi vive ad Agrigento e chi vive a Brescia è di oltre 600 euro annui.
Perché sull’isola si spende meno?
Il reddito disponibile è solo una delle variabili. Secondo Vamonos-Vacanze.it, altri fattori pesano sul budget destinato alle vacanze:
- Demografia: le province interne come Enna e Caltanissetta hanno popolazioni più anziane e meno dense;
- Stili di viaggio: prevalgono soggiorni brevi, magari presso parenti, all’interno dell’isola;
- Trasporti: il “caro-voli” e la mancanza di alta velocità ferroviaria rendono difficile e costoso spostarsi.

In Sicilia, la vacanza è spesso un affare di famiglia. Le spese vengono condivise, gli spostamenti ottimizzati. A differenza del Nord, dove i single spendono anche il 40% in più per viaggio, al Sud si pianifica con più attenzione. Questo si traduce in una spesa pro capite inferiore, ma non in una minore propensione al viaggio. Anzi, secondo il report: “Anche nelle province a minore spesa cresce la quota destinata ai viaggi rispetto ad altri consumi discrezionali”.
Le previsioni per l’anno prossimo indicano un cambio di tendenza. La crescita della spesa turistica non arriverà solo dalle grandi città, ma anche dalle province medio-piccole. In Sicilia, questo potrebbe significare: maggiore accesso al turismo di gruppo, che consente di risparmiare; aumento delle prenotazioni online e delle offerte “early booking”; maggiore utilizzo degli strumenti digitali anche nei centri interni.
Città come Catania, Messina e Palermo potrebbero trainare la ripresa, favorendo anche una distribuzione più uniforme della spesa turistica durante l’anno.
