01È stata un’estate non troppo calda, con temperature non da record né memorabili. In tutta la Penisola, le piogge hanno sorpreso bagnanti e lavoratori sia in luglio che in agosto, mentre in Sicilia il clima si è mantenuto secco ma fresco, senza mai davvero raggiungere il clima arido dello scorso anno. Tra luglio e agosto infatti, il clima ballerino ha costretto le uve ad una raccolta anticipata: in Abruzzo e nel Franciacorta ad esempio, si sono registrati cali nella produzione dei grandi vini D.O.P., come il Montepulciano e l’Asti. Un calo che ha però portato ad una maggior attenzione per la qualità, un po’ in tutta Italia, dove temperature al di sopra della media e piogge hanno portato a inverni miti ed estati umide; al Sud, un’estate fresca con escursioni termiche elevate tra il giorno e la notte, e poche sciroccate, sono state l’elemento essenziale che ha ingenerato una buona maturazione delle uve.

E perfetta maturazione significa ottima struttura e giusto equilibrio tra i sapori, perché è proprio in questa fase che il grappolo assume tutte le sue caratteristiche organolettiche, perché è al sole che gli acini acquistano tutto il loro carico zuccherino. Ma se questa è stata un’estate in cui piogge e calura si sono distribuite uniformemente, la maturazione sarà avvenuta nella maniera più giusta, equilibrata, ovvero lentamente e in maniera graduale. Nella Sicilia Occidentale si parlava già a luglio di un anno freddo come quello del 1976, che regalerà ai rossi una maggior struttura, e ai bianchi eleganti un’acidità più equilibrata. Persino nella zona meridionale della Sicilia, non sono state raggiunte le temperature da caldo africano; racconta Gaetana Jacono della cantina Valle dell’Acate: «siamo molto soddisfatti, perché le uve che entrano in cantina sono in condizioni perfette sotto tutti i profili; sarà una delle vendemmia migliori degli ultimi anni.»

I primi risultati si sono già rivelati «molto soddisfacenti, sia per quanto riguarda i vini freschi e fruttati che per quelli strutturati e complessi» spiegano a Donnafugata, la nota azienda vitivinicola di Marsala. Una maturità dunque che non è solo tecnologica o aromatica, ma anche fenologica; riguarda cioè tutti i vitigni, anche quelli da cui si estraggono i rossi: la maturità qui raggiunge il suo massimo quando tutti i pigmenti (gli antociani contenuti nel grappolo), fanno capolino, regalando alle uve un ottimo colore, corposo e intenso, nonché tutte le proprietà antiossidanti, quindi salutari, che fanno bene al nostro organismo, e che annoverano il vino, quello rosso, tra uno degli alimenti in grado di combattere malattie cardiovascolari e contrastare i depositi di colesterolo.
Le ultime a raccogliere saranno le cantine dell’Etna, a partire dalla seconda metà di ottobre, ma già si prevede che il clima asciutto possa portare un’ottima annata anche tra le pendici del Vulcano.

Autore | Enrica Bartalotta