01Da circa un anno, il comune di Mazara del Vallo ha una mascotte: è Nicola, un cane randagio che bazzica tra gli archi a tutto sesto del cortile dell’ex collegio dei Gesuiti. La mattina, Nicola accoglie le impiegate del museo scodinzolando, mentre al pomeriggio si riposa nella stanza che ospita il Sindaco, un Nicola come lui. E forse il nome che ha preso a battesimo non è stato casuale: «d'altra parte lui sa che Mazara del Vallo è una città che ama gli animali e combatte il randagismo.» dice il primo cittadino Nicola Cristaldi.

A Mazara del Vallo si trova infatti un’importante struttura d’accoglienza per quadrupedi; un vero e proprio Rifugio Sanitario che attualmente ospita 77 randagi. Qui, i cani vengono infatti curati e preparati per tutte le operazioni necessarie, dalla microchippatura alla sterilizzazione, in attesa di essere adottati. Ed è proprio in questi giorni che l’Amministrazione Comunale ha inviato un comunicato che annuncia come grazie anche alla collaborazione con diverse Associazioni Animaliste, la struttura pubblica verrà messa a disposizione per adozioni non solo di tipo locale, ma anche a livello regionale, nazionale e internazionale.

Dalla ex scuola dal prospetto barocco, Nicola non se n’è più voluto andare. È un cane intelligente, che per i suoi riposini e le sue scorribande, non avrebbe potuto scegliere posto migliore.
Si può dire che la prima pietra fu posta qui già nel 1675, quando il mazarese Gaspare Riera decise di destinare una parte dei suoi averi, ai Gesuiti, affinché fondassero un collegio di studi che garantisse un’istruzione gratuita a tutti. Fu Giacomo Napoli ad occuparsi del progetto, probabilmente con l’assistenza di Angelo Italia, gesuita e architetto di Licata.

L’imponente struttura in tufo, intagliato e lavorato, venne ceduta quasi subito ai Francescani, e in seguito, nel 1866, al Comune. Dopo esser stato luogo di cultura e istruzione pubblica, prima primaria poi secondaria, dal 1977 l’edificio è stato adibito a Centro Culturale Polivalente: con la Biblioteca civica, il Museo, la Sala Consagra e l’Archivio storico, oggi custodito e presidiato da Nicola, che dimostra una pigrizia solo apparente, pronto com’è a reagire ad ogni più piccolo rumore.

Dal portale ligneo a sesto acuto incorniciato da due coppie di talamoni, si può scorgere la chiesa di Sant’Ignazio, a pianta ellittica, che si staglia in stile barocco su Piazza Plebiscito, proprio a ridosso dell’antico collegio con cui una volta comunicava ed era collegata, tramite un passaggio posto presso l’altare; l’edificio religioso, costruito su otto coppie di colonne tuscaniche, è stato realizzato nel Settecento, anch’esso su progetto del Napoli (coadiuvato da Angelo Italia), e viene utilizzato oggi come sala consiliare, cinematografo e sala adibita ai comizi elettorali, dopo il crollo della cupola e dei due campanili, avvenuto nel 1933, che ne ha lasciato a ricordo soltanto il prospetto, tra cui la facciata e il portale, che custodisce il fregio rotondo col busto in marmo del Santo, opera del Marabitti.

Autore | Enrica Bartalotta