Foto di Mirko Mario Junior Di MariaCresce l’affluenza nei musei di Catania, e cresce anche l’interesse per le iniziative culturali della città etnea, risultato dei numeri raccolti dall’Assessorato ai Saperi e alla Bellezza condivisa.

Una crescita dell’interesse che si intende compresa tra un incremento del 55,6% e del 59,7% delle visite ai musei della città etnea, e tra il 35,2 e il 59,1 per cento degli incassi registrati dalle stesse strutture, per l’anno 2014. Quest’anno Castello Ursino, maniero svevo sede del Museo civico dal 1934, è stato infatti preso d’assalto da ben 29.849 persone, contro le 19.183 del 2012, registrando inoltre un incasso di ben 126.112 euro. Ma l’ondata positiva ha caratterizzato anche un altro dei principali musei di Catania, il Museo Belliniano.

Sito al primo piano del Palazzo Gravina Cruyllas, residenza nobiliare dei Principi di Palagonia, ripercorre la vita e la carriera del noto compositore catanese, Vincenzo Bellini, in quella che agli inizi dell’Ottocento fu la sua dimora per i primi sedici anni di vita. Negli altri ambienti del palazzo, si trova il museo Emilio Greco, fondato dallo stesso artista, nella prima metà degli anni Novanta del Novecento; ospita diverse opere autografe e nel corso degli anni ha donato i locali anche ad esposizioni temporanee di artisti emergenti.

Entrambe le strutture hanno registrato, nel 2012, ben 3.148 visitatori, che hanno riportato un incasso di 7.724 euro; nel 2014, gli appassionati e turisti della città etnea che hanno visitato i due musei, sono saliti a 5.026 e l’introito stimato fino al mese di settembre è stato di ben 10.440 euro; un trend decisamente positivo insomma, che sembra avere tutte le intenzioni di proseguire in salita.

Secondo il Sindaco della città, Enzo Bianco, questi ottimi risultati sono il frutto di un lavoro dell’Assessorato ai Saperi e alla Bellezza condivisa, che ha portato a trasformare i musei catanesi in centri culturali veri e propri. Affianco alle esposizioni permanenti appaiono infatti molto spesso eventi della storia, dell’arte, della letteratura, e della musica; basti pensare alla “Notte europea della cultura” che ha chiamato a raccolta ben 13.000 cittadini di Catania e non.
In un anno sono stati circa 200 gli eventi messi appunto dal Comune, in collaborazione con diverse associazioni culturali catanesi e istituzioni pubbliche come l’Università o private, come il FAI.

Questa piccola rivoluzione culturale non ha fatto altro che convogliare Catania verso il settimo posto nella classifica dell’EXPO; un posto che è stato guadagnato anche grazie alle nuove norme introdotte dal cosiddetto Decreto Franceschini, che nel tentativo di destagionalizzare il turismo nella città etnea, ha portato alcuni cambiamenti significativi nei musei catanesi: interventi come quello dell’istituzione dell’orario continuato dalle 9 alle 19, o delle agevolazioni e riduzioni per studenti, giovani e over 65. Un salto di qualità che ha portato Catania a riallinearsi con le altre città europee.

Ma sono soprattutto gli eventi culturali e le manifestazioni musicali all’interno dei musei, e l’adesione a campagne nazionali ad orario prolungato, a portare nuova linfa vitale alla città. Progetti che sono stati realizzati anche in un’ottica futura di promozione della formazione. A questo proposito, l’Assessore alla Cultura Orazio Licandro ricorda come il cartellone della rassegna “Estate in città” prevedesse l’attivazione di ben 90 laboratori per bambini, impegnati in attività formative di storia, arte, musica e cultura; un’iniziativa culturale e di intrattenimento volta dunque a non perdere l’occasione per la creazione e la trasmissione dei saperi.

Autore | Enrica Bartalotta

Foto di Mirko Mario Junior Di Maria