Si chiama Michi, deve ancora compiere 15 anni ed è il protagonista di quello che è stato definito da alcuni un piccolo "miracolo della scienza". Il 24 aprile si è tuffato da un ponticello nelle acque del Naviglio, a Castelletto di Cuggiono (provincia di Milano), ma non è più riuscito a risalire.

Quando i vigili del fuoco sono riusciti a recuperarlo, sembrava non ci fosse nulla da fare: era stato oltre 40 minuti sott'acqua, la temperatura del Naviglio era di di 15 gradi e quella corporea di 29, il cuore era fermo e il sangue non circolava più. Ma è stato proprio per questo che i suoi polmoni non si sono riempiti d'acqua.

Michi, portato all'ospedale San Raffaele di Milano, è riuscito a salvarsi. I soccorritori hanno fatto ripartire il battito e l'hanno trasportato in elisoccorso in ospedale: qui, i medici dell'equipe di Rianimazione cardio-toraco-vascolare hanno avuto un'intuizione fondamentale: puntare proprio sulla bassa temperatura dell'acqua e sulla possibilità che – come se avesse "ibernato" il ragazzo – avesse protetto gli organi.

Michi è stato attaccato ad un macchinario all'avanguardia, l'Ecmo, che agisce come un "super bypass", drenando il sangue, riscaldandolo, ossigenandolo e rimettendolo in circolo. Oggi il ragazzo è vigile, orientato nel tempo e nello spazio, dialoga con i genitori e ricorda il vissuto precedente all'incidente.