01Sembra di stare un film ma è tutto vero: 44 colpi messi a segno negli ultimi nove mesi in Sicilia. E i rapinatori sono diventati sempre più furbi: fingono un ruolo e curano i cittadini.

Si fingono operatori della luce, del gas, si fingono persino dipendenti Inps, e con il favore di un ruolo legale, entrano in casa per rapinarli; soprattutto anziani. Succede quotidianamente, ormai in tutta Italia. Palermo e provincia in particolare hanno visto il numero delle rapine messe a segno, lievitare, negli ultimi tre anni. Succede così spesso che persino le aziende più importanti di utilities hanno deciso di avvisare i propri clienti, riguardo a finti dipendenti che bussano alla porta per chiedere informazioni.

E non è finita qui; pochi giorni fa a Bagheria, alcuni malviventi si sono finti postini. Obiettivo? Entrare in casa con la scusa di dover consegnare un pacco, per poi rinchiudere il proprietario in casa, legarlo e imbavagliarlo ad una sedia o a un letto. A Palermo, in via Generale Albricci, c’è chi finge di avere un guasto alla macchina, cosicché venga invitato a salire in casa, magari per un caffè e una telefonata, in attesa del carroattrezzi. Carroattrezzi che non arriverà mai.

Parola chiave: fiducia. I rapinatori si inventano di tutto pur di entrare nelle grazie dei malcapitati cittadini che sono disposti ad aiutare: anche fingere di essere un vicino che ha allagato il pianerottolo, come segnalato dalla stessa Questura di Palermo nell’ambito delle indagini. Un fenomeno, quello delle rapine in appartamento, che per il capoluogo di regione e provincia, è del tutto sconosciuto. Un fenomeno che dal 2012 ha iniziato a crescere esponenzialmente, fino ad arrivare alla cifra spaventosa di cinque rapine al mese.

La polizia ha quindi così prodotto un vademecum, una lista di poche, semplici regole utili per evitare di venire derubati, sia per evitare che i vostri oggetti vengano portati via, se per risparmiarvi uno shock, che è spesso la reazione che più spaventa e che più rimane impressa nelle persone che sono state vittime o che abbiano assistito, anche solo come vicini di una vittima, a una rapina.

44 sono stati già i colpi messi a segno quest’anno in Palermo e provincia; e alcuni malviventi hanno persino avuto il coraggio di fingersi esponenti delle Forze dell’Ordine: come Carabinieri, Finanzieri, Poliziotti. Non aprire, è la prima regola, del vademecum rilasciato dalla polizia della città di Palermo. Non aprite la porta, specialmente di notte, nemmeno se la persona o le persone a pochi passi da voi, dichiarano di essere delle Forze dell’Ordine; specialmente perché per esserlo, dovrebbero avere indosso una divisa.

Non aprite nemmeno a coloro che si fingono impiegati di gas e luce; nemmeno se fossero impiegati del Comune o della banca: nessun funzionario vi chiederebbe di riscuotere un pagamento davanti alla vostra soglia di casa.
Molti rapinatori si fingono tecnici riparatori, ad esempio di antenne della tivù: se questo fosse il caso, prima di aprire fate una telefonata per controllare con l’azienda emittente, se per caso sia vero, e ricordate sempre che se abitate in un condominio, l’Amministratore invierà o affiggerà sempre prima un avviso che dichiara che nel palazzo verranno effettuati dei lavori, con indicazioni precise sul giorno, sui motivi e sull’ora.

Ma le truffe proseguono anche sul web.
Molte le email che a volte riescono ad aggirare il filtro spam, e ad accogliere e far cadere in trappola soprattutto i meno avvezzi o i nuovi arrivati sulla Rete, con richieste di finanziamento o aiuto.
Ma non solo, spesso i ladri di Internet sono in grado di imbrogliare con i più sofisticati sistemi di grafica messi a disposizione, riuscendo a costruire messaggi pressocché perfetti con le intestazioni delle Poste e dei principali istituti di credito italiani.

Non fatevi prendere dal panico: fate innanzitutto mente locale su quale sia la vostra banca e per quale motivo dovrebbe scrivervi; nel malaugurato caso che i malviventi abbiano indovinato, o siano venuti a conoscenza dell’istituto di credito presso cui vi servite, controllate che la mail non vi sembri sospetta, che abbia cioè un messaggio che possa avere un senso per voi. Ponendo caso che questo sia il caso, controllate allora altri elementi.

Controllate cioè che vi siano tutti gli elementi presenti in una normale newsletter: oltre all’intestazione con il marchio, scritto bene, con i giusti colori, con i dovuti simboli e senza errori ortografici, assicuratevi che vi sia la firma di chi si sta rivolgendo a voi, il suo nome e cognome e, infine, che vi sia la famosa frase che vi permetta, eventualmente, di cancellare la vostra iscrizione, oltre a una riga che attesti la sede legale del luogo e altri dati postali e di interesse per identificare quella mail come proveniente da un’effettiva istituzione esistente.

L’obiettivo è sempre lo stesso: cercare di derubarvi. E semmai non ci riuscissero immediatamente, l’obiettivo secondario sarebbe quello di intrufolarsi nel vostro computer e rubarvi i dati sensibili, come ad esempio quelli necessari ad entrare nel vostro conto bancario o postale. Ogni volta che avete un sospetto, qualunque sia la situazione, anche per conto di un parente o un amico, avvisate il 113 o la Polizia Postale.

Autore | Enrica Bartalotta