CatturaSPERLINGA. L’Associazione “Altom@rte” presieduta dallo scenografo Filippo Altomare,  impegnata nel campo culturale, artistico e sociale, questa volta propone una riflessione su “la tragica estate sperlinghese”, che ha avuto luogo il 27 luglio e il 14 agosto 1943 e che quest’anno ricorre il suo settantesimo anniversario.
In quella vicenda persero la vita sette uomini a causa dello scoppio di un ordigno, lanciato dall’esercito anglo-americano sul centro storico del paese. Giovanni e Michele D’Accurso, Vincenzo Emanuele, Giovanni Restivo, Calogero Spicuzza, Felice Trombone e il quindicenne Santo D’Angelo furono le vittime, oltre ad altre persone gravemente ferite. L’esercito Alleato che –veniva da Petralia-  stava avanzando in direzione nord-orientale, Nicosia-Cerami-Troina-Randazzo-Messina, non esitò a coinvolgere il centro abitato, lanciando pezzi di mortaio.
Aggiungiamo all’infelice elenco anche Gaetano Rabbene, ucciso (nei pressi del cimitero) il 14 agosto 1943  dai soldati americani mentre su un camion militare transitavano sulla SS 120. Il sig. Rabbene, che vestiva di nero per un lutto in famiglia, fu vittima involontario di un luogo comune degli americani: camicia nera uguale fascista.
Molte sono in Sicilia le iniziative che ricordano lo Sbarco degli Alleati (Operazione Husky)  incominciato all’alba del 10 luglio 1943, e per questa occasione gli artisti Filippo e Pippo Altomare hanno voluto ricordare quel momento attraverso la realizzazione di loro creazioni artistiche.
Filippo Altomare propone alcuni scatti fotografici dal titolo “esercito ombra”; da una fitta nebbia emergono sagome di militari, che creano un’atmosfera inquietante e destabilizzante. L’opera trasmette un senso di perdita dell’equilibrio e di fiducia nell’irredentismo, essa permette di comprendere il disorientamento, vissuto dall’esercito italiano nel lontano ’43 quando si trovò allo sbando e senza controllo.
L’opera proposta da Pippo Altomare è di natura tridimensionale e ciò causa una demarcazione più pregnante nella mente dell’osservatore, soprattutto per gli oggetti in essa rappresentati. Si intitola “Sicily ‘43”, consta di una valigia di cartone nera rinforzata da strisce metalliche, che funge da contenitore o piano d’appoggio a tre fucili da guerra, di un’impressionante verosimiglianza mimetica. La loro silenziosa immobilità da vigore a sentimenti di forza, ma nasconde retroscene di paura.
Accanto alle opere dei due artisti sperlinghesi  ci sono le immagini fotografiche del famoso fotoreporter di guerra Robert Capa, testimonianze internazionalmente riconosciute del passaggio degli americani in Sicilia e a Sperlinga (sono ritratti i signori Filippo Blasco e Francesco Coltiletti accanto a ufficiali americani nei pressi del ponte di Contrada Capostrà).
L’Associazione Altom@rte con questa riflessione coglie l’occasione per associarsi al dolore dei parenti delle vittime e si inserisce nel filone del ricordo.
Bisogna infatti non dimenticare, per evitare che vengano ricompiuti gli stessi errori del passato.
Questo evento si propone infatti in ausilio del ricordo di un tragico avvenimento, che ha segnato profondamente un’epoca della nostra storia, lasciando tracce indelebili in una piccola comunità che ha subito passivamente gli effetti della guerra e della liberazione.
 
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Per info: Filippo Altomare 338.8147571
associazionealtomarte@yahoo.it
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