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Dopo quasi due secoli di oblio, uno degli spazi più affascinanti della Villa Bellini di Catania torna accessibile. Il Criptoportico riapre alla città con visite domenicali gratuite, grazie a un intervento di restauro e a un progetto che intreccia tutela, formazione e valorizzazione culturale.

Il criptoportico torna alla città

Dopo quasi duecento anni di abbandono e usi impropri, il Criptoportico della Villa Bellini viene restituito alla collettività. Il monumento, recentemente restaurato, diventa di nuovo parte integrante del patrimonio cittadino grazie a un articolato progetto di restauro e valorizzazione, finanziato con fondi PNRR e curato dalla Direzione comunale Politiche per l’Ambiente.

L’obiettivo dell’Amministrazione è rendere fruibile uno spazio suggestivo che racconta la Catania del Settecento e la storia originaria del Giardino Bellini, aprendo ogni domenica le sue gallerie al pubblico con visite gratuite.

Le origini e il dialogo tra architettura e natura

Il Criptoportico affonda le sue radici nel progetto voluto dal principe Ignazio Paternò Castello, che fece realizzare, in corrispondenza dell’antico labirinto del giardino, una serie di gallerie ipogee con volte a botte.

Prende il nome proprio dalla sua struttura architettonica: una serie di gallerie ipogee sotterranee (dal greco kryptos, nascosto) con volte a botte che formano un porticato chiuso.

Il percorso sotterraneo, concepito come un anello continuo, era arricchito da nicchie, lucernai e affacci sull’occhio del labirinto, dando vita a un dialogo architettonico e simbolico tra spazio verde e spazio sotterraneo, in linea con il gusto e le suggestioni filosofiche dell’epoca.

Dall’ampliamento ottocentesco all’abbandono

Nel corso dell’Ottocento le gallerie furono ampliate. Con il successivo passaggio dell’area al Comune di Catania e la trasformazione in Giardino Pubblico, il Criptoportico entrò però in una lunga fase di abbandono.

Nel tempo lo spazio fu occupato da impianti tecnici e adibito a deposito, perdendo progressivamente la sua funzione originaria e scomparendo dalla percezione collettiva dei cittadini.

Il restauro

Oggi il Criptoportico torna a vivere grazie a un intervento complessivo dell’Amministrazione Comunale, che ha previsto ripulitura, recupero delle superfici, nuova pavimentazione e un sistema di illuminazione progettato per valorizzare l’ambiente e i reperti rinvenuti. Il risultato è uno spazio sotterraneo restituito alla città come luogo di memoria e cultura, capace di raccontare una pagina poco conosciuta della storia urbana.

Nel quadro delle attività di promozione e in vista delle Giornate di Primavera del FAI del 21 e 22 marzo 2026, il FAI ha realizzato riprese all’interno del Criptoportico durante un’esibizione artistica degli studenti dell’Istituto Omnicomprensivo Angelo Musco.

Le gallerie sono state animate da musica e performance coreutiche per la produzione di un video promozionale destinato alla diffusione nazionale. All’iniziativa hanno preso parte il Sindaco Enrico Trantino, l’Assessore al Verde Giovanni Petralia e i tecnici della Direzione comunale Verde.

Quando visitare il Criptoportico

Per garantire un’apertura stabile al pubblico e favorire la conoscenza di questo ambiente ipogeo, il Comune di Catania ha stipulato una convenzione con il Liceo Statale Enrico Boggio Lera. Gli studenti svolgeranno il ruolo di guide e ciceroni nell’ambito dei percorsi di formazione scuola-lavoro, illustrando ai visitatori la storia e le peculiarità del Criptoportico. Le aperture sono previste ogni domenica, a partire dal 15 febbraio, dalle 9.30 alle 12.30.

A margine dell’iniziativa, il Sindaco Enrico Trantino e l’Assessore al Verde Giovanni Petralia hanno dichiarato:

“Il Criptoportico rappresenta un luogo di straordinario valore simbolico per Catania, per due secoli abbandonato e oggi finalmente restituito alla comunità. Con questo intervento, per cui ringraziamo i ragazzi del Boggio Lera e la direzione scolastica, recuperiamo un importante bene storico e riaffermiamo il legame della città con la propria memoria. Il nostro impegno – hanno aggiunto il sindaco e l’assessore – è quello di valorizzarlo ancora di più, promuovendo una organizzazione delle visite sempre più strutturata e stabile, capace di inserirlo in modo duraturo nei percorsi culturali e turistici, affinché questo spazio recuperato diventi un punto di riferimento per l’identità e la storia di Catania”.