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La Sicilia non è una terra che “esporta” cuochi verso il resto del mondo: sempre più spesso sono i suoi talenti a restare sull’isola, reinventando gli ingredienti straordinari del territorio e cambiando il modo di intendere la cucina siciliana.

Lo racconta The Telegraph, che ha stilato una selezione dei migliori ristoranti dell’isola, dalle trattorie di paese alle tavole stellate, passando per le pizzerie con carte dei vini da capogiro. Un viaggio che tocca Palermo, Taormina, l’Etna, il Ragusano e la costa selinuntina, per raccontare quanto la tavola siciliana sia oggi tra le più sorprendenti d’Europa.

I migliori “a tutto tondo”

Tra i locali segnalati dal quotidiano britannico spicca Tischi Toschi, minuscola trattoria familiare nel cuore di Taormina, apprezzata per piatti autentici come la caponata e la pasta con le sarde, preparati dal patron Luca Casablanca con prodotti freschi dei produttori locali.

A Palermo, in pieno centro su via Vittorio Emanuele, Casa del Brodo dal Dottore porta avanti da oltre un secolo la tradizione gastronomica cittadina, tra bucatini con le sarde e bolliti in salsa verde allo zafferano, in un ambiente in stile Liberty.

Nell’entroterra ennese, vicino alla Villa Romana del Casale, Al Fogher propone una cucina siciliana creativa tra terra e mare, con piatti come il tagliolino al nero di seppia con carpaccio di gamberi.

A Linguaglossa, sull’Etna, Dai Pennisi unisce macelleria e cucina fin dal 1960: oggi è celebre per bistecche, hamburger di qualità e una cassata che è un piccolo capolavoro.

A Sciacca, infine, Hostaria del Vicolo porta la firma della famiglia Bentivegna, con piatti di pesce rivisitati come la zuppa di sarde della nonna o lo spaghettone con pesto di capperi, pomodori secchi e gamberi.

I migliori per l’alta cucina

Sul fronte stellato, il Telegraph segnala Duomo a Ragusa, il ristorante dello chef bistellato Ciccio Sultano, ambientato in un palazzo settecentesco, dove la tradizione siciliana si trasforma in creazioni raffinate.

A Modica c’è Radice L’Osteria di Accursio, il progetto più informale dello chef Accursio Craparo nato dopo la chiusura del suo storico ristorante stellato: stessa ricerca sulla materia prima, ma in chiave più conviviale e a prezzi accessibili.

Tra Ragusa e Agrigento, a Licata, il quotidiano inglese premia La Madia dello chef Pino Cuttaia, due stelle Michelin, celebre per il suo arancino in salsa di triglia e finocchietto selvatico, omaggio alla cucina povera siciliana.

I migliori per mangiare bene spendendo poco

Chi cerca sapori genuini senza spendere una fortuna può puntare su Ristorante Boomerang a Selinunte, che propone solo il pescato del giorno a un prezzo fisso, oppure su A’ Putìa – Panini e Vini a Palermo, wine bar che reinterpreta la tradizionale “putìa” con panini gourmet e vini locali.

I migliori per la pizza

Per gli amanti della pizza, il Telegraph consiglia Cave Ox a Solicchiata, sul versante nord dell’Etna, pizzeria con una carta dei vini sorprendente, e Piano B a Siracusa, vicino a Ortigia, dove le pizze spaziano dallo stile romano al napoletano, con impasti anche integrali e senza glutine.

Perché questa selezione racconta la Sicilia di oggi

La lista del Telegraph fotografa un’isola in piena evoluzione gastronomica, capace di tenere insieme la memoria delle nonne e la sperimentazione degli chef stellati. Un motivo in più per scoprire (o riscoprire) la Sicilia anche a tavola.