Per molti viaggiatori il vino non è più soltanto qualcosa da portare a tavola: è una ragione per partire. Si sceglie una meta per le sue cantine, per i sentieri tra i filari, per il modo in cui un paesaggio finisce dentro un bicchiere. Una nuova classifica europea ha provato a misurare proprio questo intreccio tra vino e viaggio. Tra le dodici regioni selezionate per il 2027 c’è anche la Sicilia.
La graduatoria è di European Best Destinations, portale dedicato al turismo nel continente che pubblica periodicamente classifiche tematiche. L’ha rilanciata Forbes in un articolo firmato da Joanne Shurvell. Il territorio siciliano premiato è l’unico del Sud Italia presente nella lista. È anche l’unico che si trova su un’isola.
Come è nata la classifica dei territori del vino
Il punto di partenza è una mappa affollata: in Europa si contano oltre 250 regioni vinicole riconosciute. Da questa base, European Best Destinations ha analizzato più di 90 territori di primo piano. Ha valutato insieme la qualità del vino e l’esperienza di chi li visita.
Nella metodologia rientrano diversi criteri:
- patrimonio e autenticità;
- varietà di vitigni e di stili;
- strutture per l’enoturismo, come cantine, sale degustazione e strade del vino;
- bellezza del paesaggio e attività all’aperto;
- gastronomia e ospitalità;
- sostenibilità e carattere locale;
- accessibilità.
Ne è uscita una rosa di dodici regioni. Ognuna ha un punteggio su 20 e un indice di esperienza su 10.
L’Etna al settimo posto, tra suoli lavici e terrazze di pietra
Il territorio siciliano è l’Etna. Si colloca al settimo posto con un punteggio di 18 su 20 e un Wine Excellence Experience Index di 9,2 su 10. Lo stesso punteggio di 18 è andato al Chianti Rufina, quinto, e a Sancerre e Pouilly-Fumé, sesti.
La scheda descrive l’Etna come una delle regioni vinicole più singolari d’Europa. I vigneti salgono lungo le pendici di un vulcano attivo, su suoli lavici scuri e terrazzamenti in pietra, e si distribuiscono tra i versanti nord, est e sud. Borghi storici, agrumeti e paesaggi vulcanici completano l’esperienza.
Nerello Mascalese e Carricante, i vitigni della montagna
Nel bicchiere il territorio si racconta attraverso due vitigni autoctoni. Secondo la classifica, il Nerello Mascalese dà rossi eleganti e strutturati. Il Carricante è legato a bianchi freschi e di spiccata mineralità.
Per chi viaggia, la scheda suggerisce escursioni sul vulcano e visite alle piccole cantine e ai vigneti in pietra lavica. Completa il quadro una cucina che unisce l’anima di montagna e quella mediterranea della costa.
Quattro regioni italiane nella top 12 europea
La Sicilia è in buona compagnia. L’Italia è il Paese più rappresentato, con quattro territori: oltre all’Etna figurano Langhe-Roero-Monferrato al secondo posto, il Chianti Rufina al quinto e la Valle d’Aosta al decimo.
Il primo posto va alla Štajerska, in Slovenia, con 19,5 su 20. Completano la lista Ribeira Sacra in Spagna, Kamptal e Wachau in Austria, Sancerre e Pouilly-Fumé e Saumur e Anjou in Francia, l’Alentejo in Portogallo e Naoussa in Grecia. Non compaiono invece nomi storici come Bordeaux e la Borgogna.
- Štajerska (Slovenia) – 19,5/20, indice di esperienza 9,8/10
- Langhe-Roero-Monferrato (Italia) – 18,8/20, indice 9,7/10
- Ribeira Sacra (Spagna) – 18,5/20, indice 9,6/10
- Kamptal (Austria) – 18,2/20, indice 9,4/10
- Chianti Rufina (Italia) – 18/20, indice 9,4/10
- Sancerre e Pouilly-Fumé (Francia) – 18/20, indice 9,2/10
- Etna (Italia, Sicilia) – 18/20, indice 9,2/10
- Saumur e Anjou (Francia) – 17,9/20, indice 9,3/10
- Wachau (Austria) – 17,8/20, indice 9,3/10
- Valle d’Aosta (Italia) – 17,6/20, indice 9,1/10
- Alentejo (Portogallo) – 17,5/20, indice 9,0/10
- Naoussa (Grecia) – 17,2/20, indice 8,9/10
È questa la chiave di lettura della classifica: non premia soltanto il vino, ma il modo in cui un territorio sa accogliere chi arriva a scoprirlo. Sull’Etna, dove la vite cresce su una montagna ancora viva, vino e paesaggio sono una cosa sola.
