In autunno molti giardini rallentano e si preparano al riposo. All’Orto Botanico dell’Università di Palermo, invece, è il momento di uno degli appuntamenti più attesi dell’anno: da venerdì 23 a domenica 25 ottobre torna la Zagara d’autunno, la mostra mercato di giardinaggio e florovivaismo giunta alla 31ª edizione. Accanto a 71 vivaisti arrivati da tutta Italia, quest’anno il centro della scena spetta a un prodotto antico e raro, che nasce dalla corteccia di un albero.
La manna, l’oro bianco che nasce dal frassino
È la manna delle Madonie, l’oro bianco che i frassinicoltori ricavano incidendo il tronco del frassino. Un lavoro che comincia osservando la pianta: quando le foglie perdono lucentezza, si increspano e iniziano a ingiallire, l’albero è in stress ed è il segnale atteso per avviare la produzione.
Servono poi una mano esperta e un taglio preciso. Il resto lo fanno l’aria e il sole, che trasformano la linfa in piccole stalattiti biancastre, chiamate “cannoli”. Un equilibrio delicato tra acqua, calore e lavoro contadino, tanto che gli organizzatori parlano di una sorta di termometro naturale: anche il caldo eccessivo può compromettere il raccolto.
Un frassino monumentale al centro della mostra
All’oro bianco è dedicata l’esposizione documentaria La manna dei frassini tra mito, paesaggio, saperi e tradizioni, curata da Rosario Schicchi, direttore dell’Orto Botanico, e allestita nel Gymnasium, dove resterà visitabile fino all’8 novembre. Tutto ruota attorno a un frassino imponente che “abiterà” la sala per l’intera durata della mostra.
Il percorso intreccia fonti bibliche e testimonianze classiche, campioni botanici e strumenti di lavoro d’epoca come mannaruolo, rasula e scatula conca. Non mancano le riproduzioni di opere d’arte dedicate alla raccolta, tra cui un acquerello di Houel conservato al Louvre.

L’obiettivo è riportare l’attenzione sui frassineti monumentali di Castelbuono e Pollina e su chi continua a custodirli. Come ricorda Schicchi, questo paesaggio oggi sopravvive soltanto in questi due territori del Parco delle Madonie, ma un tempo la tradizione era diffusa anche in altre regioni italiane. Per il direttore si tratta di un patrimonio unico dell’arboricoltura mediterranea, profondamente legato all’identità delle comunità locali.
La mostra è promossa da UniPa Heritage con la Regione Siciliana – Dipartimento dello Sviluppo Rurale e Territoriale, con il supporto del Parco delle Madonie, dei Comuni di Castelbuono e Pollina, del Museo naturalistico delle Madonie “Francesco Minà Palumbo” e dell’azienda Fiasconaro.
71 vivaisti da tutta Italia, tra bonsai e alberi da frutto
Gli stand si inaugurano venerdì 23 ottobre alle 12, subito dopo l’apertura della mostra. Per la prima volta ci sarà anche un venditore di bonsai da Firenze; tra gli altri sono attesi il vivaio romano Le Figlie del Vento con le sue Tillandsie, il torinese Gardenesque con le erbacee perenni, lo storico vivaio piemontese Peyron con una collezione di brugmansie, Antichi frutti Orvieto con varietà insolite di alberi da frutto e Sei cime d’oro con le orchidee.
Il rettore Massimo Midiri sottolinea come la manifestazione sia cresciuta negli anni, diventando un riferimento per Palermo e per un pubblico sempre più ampio, anche internazionale.
Orchidee, piante carnivore e tremila cactacee
Nella Serra Tropicale, “Un mondo di orchidee in mostra” riunisce esemplari della collezione dell’Orto, della donazione Ettore Di Giovanni e dei soci dell’Associazione Meridionale Amatori Orchidee. Venerdì alle 15 un laboratorio è dedicato a rinvaso e coltivazione; sabato dalle 10 alle 11.30 è prevista una visita alla Serra delle Orchidee e alle 17 la Società Felsinea di orchidofilia premierà gli esemplari migliori.

La Serra delle Carnivore apre sabato e domenica dalle 10.30 alle 12.30, con i giardinieri a spiegare i meccanismi di Dionaea, Drosera, Sarracenia, Nepenthes e Pinguicula. La Serra delle Cactacee, con i suoi tremila esemplari donati da Alberto Caroggio, si visita accompagnati dalle 11 alle 13 e dalle 14 alle 16.
Profumi, libri e laboratori per bambini
Alla Casa del Pozzo, sabato alle 15 e domenica alle 11, le “Esperienze olfattive” curate da Michelangelo Gruttadauria, presidente di UniPa Heritage, accompagnano il pubblico tra biodiversità e profumeria; nello stesso spazio c’è l’installazione “Botanica Meraviglia”. Sabato alle 11.30, in sala Lanza, si presenta il catalogo “Celibi, storia di una migrazione botanica” di Donata Lazzarini e alle 16 il volume “Giochi di luce. Riverberi del sacro nell’umano e nel reale”, a cura di Maria Rosalia Novembre.
Per i più piccoli, i laboratori di CoopCulture spaziano dalle sfere di argilla e semi da piantare al primo terrarium, dalle casette per api impollinatrici a un itinerario tra gli alberi monumentali dell’Orto. La manifestazione si chiude domenica alle 17.30 con i premi alla migliore collezione botanica e al miglior allestimento.
Tra una pianta da portare a casa e una serra da esplorare, la Zagara d’autunno sceglie così di raccontare anche un sapere che rischia di restare confinato in pochi frassineti: un modo per ricordare che dietro un prodotto raro ci sono un paesaggio e le persone che lo tengono in vita.
Informazioni utili
- Quando: venerdì 23 ottobre dalle 12 alle 18; sabato 24 e domenica 25 ottobre dalle 9 alle 18
- Dove: Orto Botanico dell’Università di Palermo
- Biglietti: intero 5 euro, ridotto 2 euro (ragazzi 6-12 anni), gratuito per bambini sotto i 6 anni e persone con disabilità con accompagnatori; acquisto online su CoopCulture o in biglietteria
- Laboratori: biglietto a parte
- Da sapere: non è consentito l’accesso agli animali ed è vietato fumare
- Programma completo: ortobotanico.unipa.it
