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Siracusa, situata sulla costa orientale della Sicilia, è una delle città più belle della Sicilia ricca di monumenti, gioielli architettonici e luoghi di interesse storico, che rievocano un passato lontano. In pochi sanno che la città divenne una delle più grandi potenze greche durante il V secolo a.C. grazie a grandi personaggi come Dioniso I e Gelone di Siracusa.

Gelone di Siracusa è da molti ricordato come un tiranno, ma in realtà fu anche un potente leader che seppe cavalcare con astuzia le complesse dinamiche del suo tempo. Gelone lasciò un’eredità duratura, non solo come stratega militare, ma anche come patrono delle arti e promotore della prosperità nella Sicilia antica.

Il suo regno fu costellato da grandi successi militari e da un’abile diplomazia. In particolare, le sue vittorie a Imera e l’indiretta influenza nella battaglia di Salamina segnarono profondamente la storia del Mediterraneo antico, dimostrando l’importanza della leadership, della strategia e dell’unità di fronte alle minacce esterne.

Gelone nacque a Gela nel 491 a.C. e salì al potere a Siracusa nel 485 a.C. dopo aver rovesciato il precedente tiranno Trasibulo e vi rimase fino alla sua morte (478 a.C.). La sua ascesa coincise con un periodo di grande instabilità politica e militare, caratterizzato dalla minaccia persiana alle polis greche. Dotato di notevole acume politico e militare, Gelone intraprese un’ambiziosa politica di espansione e fortificazione, rendendo Siracusa una delle città-stato più potenti della regione.

Il suo momento di gloria arrivò nel 480 a.C., quando la Grecia fu invasa dai Persiani. Nonostante le tensioni con alcune città-stato greche, Gelone giocò un ruolo cruciale nel conflitto contro i Persiani, ma in un teatro di guerra diverso da quello atteso. Mentre la flotta greca si preparava alla decisiva battaglia di Salamina, Gelone fu impegnato nella battaglia di Imera, dove affrontò un’altra minaccia persiana: Cartagine, alleata di Serse, re dei Persiani.

La battaglia di Salamina, avvenuta nel settembre del 480 a.C., è una delle più famose del mondo antico. Le forze navali greche, notevolmente inferiori in numero, riuscirono a sconfiggere la flotta persiana grazie a una superiore strategia e alla conoscenza del territorio. Le grandi navi dei Persiani restarono imbottigliate nello stretto che separa l’isola di Salamina dal continente e furono assalite dalle più agili triremi ateniesi. La vittoria greca a Salamina segnò un punto di svolta nella seconda guerra persiana, impedendo ai Persiani di avanzare ulteriormente in Europa e salvaguardando l’autonomia delle città-stato greche.

Contemporaneamente, Gelone affrontava i Cartaginesi nella battaglia di Imera, che si svolse secondo Erodoto nello stesso anno della battaglia di Salamina, anche se per Diodoro il sincronismo sarebbe tra la battaglia di Imera e le Termopili. Con un esercito composto da Siracusani e alleati siciliani, Gelone riuscì a infliggere una pesante sconfitta ai Cartaginesi. Questa vittoria non solo salvò la Sicilia dall’invasione cartaginese, ma permise a Gelone di consolidare il suo potere su Siracusa e sull’isola, rafforzando le sue alleanze e la sua influenza nella regione.

Le vittorie di Salamina e Imera ebbero un impatto duraturo sul mondo antico. La battaglia di Salamina dimostrò la superiorità della strategia e della tattica greche, mentre la vittoria di Gelone a Imera garantì la libertà e l’indipendenza delle città-stato siciliane dall’influenza cartaginese e persiana. Gelone emerse da questi conflitti come un leader visionario e capace, che aveva saputo difendere con successo la sua città e la Sicilia dalle minacce esterne.

Secondo Diodoro quando Gelone ricevette dalla madrepatria l’ambasciata della sconfitta persiana a Salamina convocò un’assemblea di cittadini armati. Per dimostrare la sua condotta non dispotica davanti all’esercito e ai cittadini elencò le sue azioni e i successi militari e chiese ai presenti di essere trucidato in quel momento, qualora ritenessero che avesse abusato della sua autorità. Il popolo ascoltando la sincerità delle sue parole lo acclamò.

Claudio Eliano racconta, invece, che Gelone radunò il popolo in assemblea per rimettere il comando della città. Disarmato chiese di mantenere il potere o di averlo tolto. Fu allora che il popolo per acclamazione lo invitò a restare sovrano di Siracusa

Nonostante fosse analfabeta, Gelone fu anche un grande mecenate. Durante il suo regno Gelone favorì lo sviluppo culturale e artistico di Siracusa, trasformandola in un centro di eccellenza nel Mediterraneo occidentale. Sostenne artisti, poeti e filosofi, incoraggiando la produzione di opere letterarie e artistiche che contribuirono alla gloria della città.

Sotto il suo governo, Siracusa divenne un centro di ricchezza, cultura e potere. Gelone fu anche un benefattore delle arti e dello sport, sponsorizzando eventi pubblici e giochi per promuovere l’unità e la prosperità all’interno della sua città.

La sua visione di una Siracusa ricca non si limitava solo agli aspetti militari e politici, ma abbracciava anche il benessere e la ricchezza culturale dei suoi abitanti. Durante questo periodo la polis greca fu ripopolata e cambiò volto anche a livello urbanistico, diventando un centro grande e fiorente.

Gelone I rimase a lungo un simbolo non solo di potere politico, ma anche di una civiltà che apprezzava e promuoveva le arti e la cultura.

Foto in evidenza e interna da Wikipedia

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