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Piazza XIII Vittime, situata nel cuore di Palermo, alla fine di via Cavour, non è solo uno spazio urbano, ma un luogo intriso di storia e memoria. Questa piazza commemora il sacrificio di tredici uomini, caduti nel contesto del Risorgimento italiano, un periodo cruciale nella lotta per l’unità e l’indipendenza dell’Italia.

La Storia della Rivolta della Gancia

La notte del 3 aprile 1860 segna l’inizio della Rivolta della Gancia, un episodio chiave nella storia siciliana e italiana. Un gruppo di rivoltosi, guidati da Francesco Riso, di professione fontaniere, pianificò di insorgere contro il governo borbonico, radunando armi e munizioni nel convento della Gancia, grazie anche al supporto dei frati minori. Tuttavia, traditi da un religioso, Padre Michele da Sant’Antonino, furono sorpresi dalle forze borboniche che soppressero la rivolta, lasciando una scia di morte (circa 20 uccisi e il ferimento grave di Francesco Riso, morto un mese dopo in ospedale) e catturando tredici uomini (fonte PalermoViva).

I Tredici Martiri: Chi erano e cosa rappresentano

I tredici uomini catturati furono giustiziati senza processo il 14 aprile 1860, divenendo simboli di sacrificio e lotta per la libertà. La loro esecuzione, avvenuta in quello che oggi è Piazza XIII Vittime, segnò un momento di profondo dolore ma anche di forte impegno nella lotta contro l’oppressione borbonica.

I nomi (fonte Balarm): Michelangelo Barone, di 30 anni, Gaetano Calandra, 34 anni, Sebastiano Camarrone, di 30 anni, che non morì sotto gli spari di fucile e anche se la legge di allora decretava che il condannato era, a quel punto, salvo fu ugualmente finito con un colpo alla testa. Cono Cangeri, 34 anni, Andrea Coffaro, 60 anni, Domenico Cucinotta, 31 anni, Nicolò Di Lorenzo, 32 anni, Giovanni Riso,, 58 anni, Liborio Vallone, 44 anni, Pietro Vassallo, 40 anni e infine Francesco Ventimiglia, Michele Fanara e Giuseppe Teresi che hanno solo 27, 22 e 28 anni. I corpo furono poi trasferiti al cimitero dei Rotoli.

Il Monumento: Un omaggio alla memoria

Al centro della piazza sorge un obelisco, eretto in memoria dei tredici martiri, uccisi a volto coperto. Ogni nome è inciso sul monumento, a perpetuo ricordo del loro sacrificio. Questo simbolo fisico serve come promemoria costante della lotta per la libertà e dell’unità nazionale, stimolando riflessione e memoria collettiva.