Lasciava il pastore tedesco sul terrazzo, spesso senza acqua né cibo e per numerose ore: i vicini di casa non hanno potuto fare a meno di notarlo, anche a causa del continuo abbaiare dell'animale ed hanno quindi sporto denuncia alla polizia locale. Da qui è partito il processo, che si è concluso con una condanna a un mese di reclusione (pena sospesa) e al risarcimento delle parti civili (cioè i tre vicini di casa). La vicenda è accaduta a Trento ed è stata riportata dal Corriere delle Alpi, ma la sentenza sta avendo grande eco a livello nazionale. 

Secondo il tribunale, il comportamento del padrone (che si è difeso spiegando di non aver mai fatto del male all'animale né di averlo lasciato senza cibo né acqua) ha danneggiato la "sensibilità psico-fisica" del cane. La sentenza ha stabilito che la nozione di abbandono "postula una condotta ad ampio raggio, che include anche la colpa intesa come indifferenza, trascuratezza, disinteresse o inerzia". Nel caso specifico, i giudici hanno ritenuto che si fosse configurata la fattispecie più grave, quella di reato doloso, poiché i padroni avevano ricevuto numerosi richiami da parte dei padroni, quindi la loro condotta è stata ritenuta voluta e non frutto di negligenza.