Si sono arresi, dopo aver liberato i 120 ostaggi (passeggeri, equipaggio e piloti), i due libici che in mattinata hanno dirottato l'Airbus A320 della compagnia aerea libica Afriqiyah che stava compiendo un volo interno da Sebha a Tripoli. Il velivolo era atterrato alle 11.32 a Malta. Poi, dopo un paio d’ore di trattative direttamente con la capitale libica, i due dirottatori, che minacciavano di far saltare l’aereo con granate e che probabilmente avevano preso in considerazione anche l’atterraggio a Roma, hanno liberato tutti consegnandosi infine alle autorità e chiedendo asilo politico a Malta.

Secondo fonti dell’aviazione, l’aereo avrebbe cercato in un primo momento di dirigersi subito verso Malta, poi di ritornare verso Tripoli, infine ha imboccato la rotta verso l’isola nel Mediterraneo. I due dirottatori affermano di essere membri di Al Fatah Al Gadida, un gruppo di sostenitori di Gheddafi. Tanto che uno, prima di consegnarsi, si è fatto fotografare con la vecchia bandiera dalla Giamairia. Le forze di sicurezza maltesi avevano isolato l’aereo dopo l’atterraggio in un’area dell’aeroporto e circondato l’Airbus. Nove aerei diretti a La Valletta erano stati indirizzati a Catania nelle fasi di chiusura dell’aeroporto per motivi di sicurezza, poi riaperto.