È ancora avvolto dal mistero il caso del volo EgyptAir MS804. Cosa significano, intanto, le due "virate repentine"? I parametri degli ultimi due minuti di volo dell'Airbus prima che si inabissasse, nonché il tenore dell'ultima delle comunicazioni tra la cabina di pilotaggio e il controllo del traffico aereo ellenico ("il pilota era di buon umore e ha salutato in lingua greca") consentono di fissare un "evento catastrofico" improvviso.

Da escludere un'avaria o un'anomalia cui i piloti abbiano tentato di porre rimedio con una manovra di emergenza. Le due repentine virate che,tra le 2.37 e le 2.39 della notte tra mercoledì e ieri portano l'aereo a scendere da poco più di 11 mila metri di quota di crociera a 4.500 metri non si avvicinano infatti né per gradi, né per ratio di discesa a quella che tecnicamente viene definita una discesa di emergenza. Necessaria, in caso di grave avaria o depressurizzazione dell'aereo, a portarsi rapidamente alla quota di 3 mila metri dove non è necessaria la respirazione assistita da ossigeno.

Su un Airbus 320-232 è previsto infatti che, oltre a dover essere comunicata (cosa che l'Airbus non ha fatto), la discesa di emergenza cominci con una virata di 30 gradi (di un terzo inferiore a quella compiuta dal volo MS804) e in ogni caso con una perdita di quota che non superi i 1.800, 2000 metri al minuto. L'Egyptair, al contrario, punta la prua verso il mare a un ritmo doppio rispetto a quello consentito (3.400 metri al minuto) e dunque lascia immaginare un aereo che sta precipitando, privo di controllo. Come confermerebbe, del resto, anche la seconda e ultima virata registrata dai radar greci. Quella di 360 gradi. Di fatto, l'aereo, ormai fuori controllo, fa perno su se stesso andando giù come un mattone. L'Airbus è dunque ragionevolmente andato in picchiata mantenendo intatta la prua a seguito di un'improvvisa depressurizzazione o cedimento strutturale, dovuti a un'esplosione cui i piloti non avrebbero potuto porre rimedio.

L'estrema sofisticazione degli strumenti di controllo dell'Airbus oltre alla protezione rinforzata della cabina che consente di isolare il cockpit dall'area passeggeri e alla presenza a bordo di 3 agenti della sicurezza della compagnia aerea, rendono difficile immaginare un commando che abbia preso a forza i comandi dell'aereo per farlo inabissare. Come sarebbe stato portato, poi, l'esplosivo a bordo? Si indaga sulla lista dei passeggeri. L'ipotesi è che l'esplosivo possa essere stato portato a bordo (o comunque assemblato a bordo) da chi si è imbarcato a Parigi. Mentre è improbabile che un potenziale ordigno fosse nella stiva. Sia per i controlli cui i bagagli vengono sottoposti al Roissy-Charles de Gaulle sia perché l'Airbus non trasportava né cargo, né carichi postali.

Esiste tuttavia una seconda possibilità. Che l'ordigno, temporizzato, sia stato lasciato a bordo dell'Airbus da uno dei passeggeri che avevano viaggiato su quell'aereo in una delle quattro tratte che aveva coperto nella giornata di mercoledì: Asmara-Il Cairo, Il Cairo-Tunisi, Tunisi-Il Cairo e Il Cairo-Parigi. Come ha avuto infatti modo di riferire il sottosegretario ai Trasporti francese, le procedure dell'aeroporto di Roissy prevedono che per gli aeromobili in transito provenienti da Paesi fuori dall'area Schengen (come l'Airbus Egyptair) i controlli a bordo vengano effettuati non dalle autorità francesi, ma da personale della compagnia aerea. Con strumenti e modalità su cui, evidentemente, in queste ore nessuno può giurare. Insomma nulla di più plausibile che l'esplosivo, mercoledì, sia stato imbarcato sull'Airbus ad Asmara o a Tunisi, piuttosto che a Il Cairo, aeroporto i cui livelli di sicurezza sono fuori da qualsiasi parametro europeo. 

Ma c'è di più. "Abbiamo trovato il relitto" (foto in alto), aveva detto il vice-presidente di EgyptAir. Ma anche la compagnia aerea egiziana ha dovuto smentire ufficialmente dopo ore di notizie contraddittorie. Non sono stati ancora individuati, tra l'isola greca di Karpathos e le coste egiziane, i rottami dell'Airbus 320, MS804. 

Sulla presunta bomba a bordo, poi, le autorità in un certo senso glissano. Il segretario di Stato Usa John Kerry invita a non speculare. Anche il ministro degli Esteri Francese ha sottolineato di non avere alcuna informazione aggiungendo che "oggi la priorità è ritrovare questo aereo". Per Hillary Clinton "sembra proprio che sia un atto di terrorismo", sottolineando come le cause della tragedia siano ancora da determinare. E la rete Nbc, citavando fonti dell'intelligence americana, ha affermato che i satelliti spia Usa in orbita sul Mediterraneo meridionale avrebbero registrato una esplosione in volo. Notizia poi smentita da un'altra fonte anonima dell'intelligence.