01Sono finite le abbondanti piogge che a metà e fine novembre hanno flagellato la Penisola. L’ondata di maltempo fatta di temporali e veri e propri alluvioni, potrebbe però essere l’occasione per ottenere un risarcimento; vediamo come.

I disagi maggiori si sono avuti in Toscana, dove l’allerta-meteo continua anche oggi, ma anche in Piemonte, Lombardia, Lazio e Sicilia.
Stiamo parlando delle forti piogge che hanno inondato la Penisola a metà novembre e che hanno dato non pochi problemi anche ai servizi di fornitura dell’energia; presto l’Autorità potrebbe emettere dei risarcimenti, direttamente in bolletta.

Pioggia: oltre ai danni anche i disagi.
In tutto il centro-nord la paura è stata quella legata agli allagamenti e alle esondazioni dei fiumi, come ad esempio il Po, che in Piemonte ha preoccupato Torino.
Preoccupazione anche in Sardegna, dove si attende oggi persino la neve. Traffico in tilt nelle grandi città, a Roma e a Milano, dove alcuni alberi sono caduti e alcune persone si sono ritrovate senza abitazione.

Per ovviare ad una parte di incomodi, l’Autorità per l’energia elettrica e il gas ha istituito, nel 2008 un fondo speciale da destinarsi a tutte le situazioni di forza maggiore in cui le forniture di luce e gas si siano interrotte per periodi prolungati, provocando notevoli problemi ai cittadini.

Ma come funzionano i rimborsi? Innanzitutto, non sarà necessario farne richiesta, in quanto verranno erogati direttamente, già nella prima bolletta utile: alcuni dunque li hanno già ricevuti, altri stanno per riceverli proprio in questi giorni.

Si va da un minimo di 30 euro, che verrà rimborsato nel caso in cui luce e gas siano spariti per oltre 8 ore, fino a un massimo di 300 euro per tre giorni, nel caso in cui lo stop sia stato causato appunto dal maltempo. Se invece sono state le aziende di utilities ad interrompere la fornitura del servizio, dal 2009 ci pensa l’Autorità a fornire gli indennizzi: più lungo è il disservizio, maggiore sarà la somma in denaro ricevuta.

Stiamo parlando di un minimo di 35 ad una cifra massima di 105 euro, che sarà cura del proprio distributore recapitare l’indennizzo ai suoi utenti, indennizzo che però sarà valido solo in caso in cui non si sia in mora con i pagamenti. A partire da 60 giorni dall’interruzione del servizio, 180 giorni nei casi più gravi che abbiano coinvolto almeno 2 milioni di cittadini, l’azienda (o le aziende) fornitrici provvederanno a risarcire i propri utenti.

Per riconoscere il risarcimento, basta controllare la bolletta, alla voce “Rimborso automatico per mancato rispetto dei livelli specifici di qualità definiti dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas, corrisposto in misura forfettizzata”.

Nel caso in cui il rimborso non vi fosse stato accreditato, sarà possibile richiederlo direttamente alla società di fornitura, entro sei mesi dall’interruzione del servizio. A questo punto saranno i loro funzionari a valutare la richiesta e a provvedere, entro un massimo di 3 mesi, a inviarvi quanto stabilito, oppure una risposta scritta negativa che spieghi il perché del mancato pagamento.

Autore | Enrica Bartalotta