01Ieri è stata disposta l’autopsia sul corpo del pensionato di 71 anni che è morto due settimane fa, subito dopo la somministrazione di una dose del noto vaccino antinfluenzale Fluad.

Sono stati notificati ieri ben 5 avvisi di garanzia per i medici coinvolti nell’esposto dello scorso 5 dicembre. L’uomo, di 71 anni, è stato ricoverato all’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta ma nonostante le cure degli operatori sanitari, non ce l’ha fatta.

E il bilancio delle vittime sospette sale a 13.
Per l’Agenzia Europea i vaccini sono sicuri; lo conferma anche la casa di produzione Novartis, e l’Istituto Superiore di Sanità, oltre che l’Aifa, l’organo italiano di controllo sui farmaci, che invita a continuare con le vaccinazioni, rammentando come le complicazioni da influenza possano essere notevolmente pericolose per le cosiddette ‘categorie a rischio’: tra cui anziani al di sopra dei 65 anni, bambini, malati gravi e donne al terzo trimestre di gravidanza.

Dopo il ritiro in via cautelare dei primi due lotti di vaccino Fluad, lo scorso mese, a seguito di tre morti sospette, la scorsa settimana i lotti ritirati sono diventati 6 ed è anche aumentato il numero di vittime i cui decessi sembrerebbero a dir poco sospetti, la maggior parte dei quali capitate a 24 ore dalla somministrazione del farmaco.

Nove dei 13 casi coinvolgono ultraottantenni; in 8 di questi la causa della morte è stata individuata in arresto cardio-circolatorio. 1 milione 357mila 399 sono i vaccini ritirati dal mercato italiano, sui 7 distribuiti nel mondo dalla nota multinazionale farmaceutica; in Sicilia, il governatore Rosario Crocetta aveva già invitato a non andare nel panico, all’indomani della notifica delle due morti sospette, dato che le vittime erano residenti nel siracusano. Mentre in alcune regioni, come il Molise, dov’era stata registrata un’altra vittima, una donna ultraottantenne, e in Liguria, hanno interrotto le somministrazioni.

La Novartis difende il proprio farmaco dichiarando che è in circolazione in Italia da almeno 10 anni e che sono proprio gli anziani a risentire dei maggiori effetti dovuti alla mancata vaccinazione; il numero di coloro che ogni anno rientrano nella categoria degli immunizzati, sono infatti il 55-66% della popolazione, circa 7 milioni di anziani; poche invece sono ancora le donne in stato di gravidanza che accettano di farsi vaccinare dal proprio medico di base.

Ma in questi giorni impazzano le polemiche anche per un altro fattaccio, collegato ai decessi: il ritardo lamentato dal Ministero sulle segnalazioni. Il primo allarme è giunto dopo i primi casi, quelli siciliani e quello nel molisano, registrati insieme entro 48 ore, anche se capitati a distanza di 6 giorni gli uni dall’altro.

Un pasticcio che si è verificato durante la seconda segnalazione; la signora di 87 anni, deceduta il giorno 7 novembre, è infatti stata inserita nel sistema informatico, solo il 13, perché il medico responsabile compilò la scheda preposta, da inviare poi all’ASP di Siracusa, soltanto allora.

Ora a quelle 3 morti sospette se ne aggiungono 2 in Puglia e altre 2 in Toscana; stesso numero in Emilia Romagna e Lombardia, e poi 1 nel Lazio e infine 1 in Umbria.

 

Autore | Enrica Bartalotta