Lo scrittore siciliano Andrea Camilleri ha reso preziosa la puntata di Che Tempo che Fa di domenica 28 ottobre. Camilleri, parlando con Fabio Fazio, ha fatto un intervento molto profondo, commentando alcuni fatti di attualità, ma non solo.

In collegamento dalla sua abitazione di Roma, ha offerto un punto di vista molto interessante e ha fatto riferimento all’importanza delle parole. Lo scrittore ha sottolineato come oggi si dia poco peso a ciò che si dice, ma come, invece, bisognerebbe dargliene molto. Come sappiamo, Andrea Camilleri è cieco.

Purtroppo, Fazio, sento. Non ho bisogno di vedere in faccia chi produce certe parole. Proprio in questo momento è una fortuna esser ciechi, non vedere certe facce ributtanti che seminano odio e vento e raccoglieranno tempesta.  Stiamo perdendo la misura, il peso, il valore della parola. Le parole sono pietre, le parole possono trasformarsi in pallottole. Bisogna pesare ogni parole che si dice e soprattutto far cessare questo vento dell’odio che è veramente atroce. Lo si sente palpabile attorno a noi.

Ancora, Andrea Camilleri, che ha 93 anni, ha confidato le sue speranze per il futuro:

Non voglio morire con il pessimismo, voglio morire con la speranza che i miei nipoti vivano in mondo di pace. Il futuro sono i giovani, non siamo più noi ad avere in mano il futuro.

Andrea Camilleri Che Tempo che Fa 28 ottobre