L’Annunciata di Antonello da Messina è un quadro unico nel suo genere. Si trova a Palermo, nella Galleria Regionale di Palazzo Abatellis, e vederla dal vivo è davvero una grande emozione.

Per anni quest’opera è stata, e continua a essere, oggetto di studi e approfondimenti. L’interesse nei confronti di questo capolavoro del Rinascimento è forte, perché si tratta di uno dei più enigmatici e rappresentativi della storia dell’arte.

La Vergine Maria è rappresentata come una giovane donna, dai lineamenti raffinati, con il capo coperto da un velo del colore del mare di Sicilia. Il momento ritratto la vede alle prese con un immaginario interlocutore, con la mano destra che sembra volerlo frenare. Accennando a un lieve strabismo dello sguardo, il pittore lascia intuire che stia cercando qualcuno, forse proprio l’Arcangelo Gabriele, che sta per annunciarle il suo destino.

La scena è dominata dalle mani e dallo sguardo. Il gesto della mano destra è significativo e stravolge quelli che erano stati, fino a quel momento, i classici canoni della rappresentazione dell’evento. La Madonna, infatti, sembra voler trattenere lontano chi le sta davanti (l’osservatore, il pittore o forse lo stesso angelo), come se fosse a conoscenza del suo destino.

La mano sinistra, invece, è rivolta verso il petto, nel gesto di chiudere i lembi del velo, con cui difende il proprio pudore e custodisce il bene prezioso che ha dentro.

Per quanto riguarda la più recente interpretazione, Giovanni Taormina, esperto e restauratore, ha sciolto alcuni nodi molto significativi.

L’Annunciata di Antonello da Messina

Annunciata di Antonello da Messina, i misteri svelati

Maria ha dinanzi un Magnificat. Per molto tempo si è cercato di capire cosa rappresentassero i segni posti da Antonello da Messina sul libro dinanzi alla Madonna. Analizzando i punti in rosso, è emerso che il simbolo più evidente rappresenta un carattere onciale, cioè un tipo di scrittura adoperata in codici vergati per i titoli, le rubriche, gli incipit o gli explicit, impiegati in manoscritti dell’epoca come capolettera di capitoli o paragrafi. Si è individuata una “M” di Magnficat.

Le scritte nere, evidenziano lettere che dovevano comporre alcune frasi iniziali del Magnificat: “anima mea Dominum, et exultavit spiritus meus in Deo salutari meo”.

Vi è anche una nuova rappresentazione dello Spirito Santo, sotto forma di vento. Giovanni Taormina è stato il primo a portare alla luce questo argomento. Si nota, nell’Annunciata di Palermo, che le pagine del libro sono sollevate da un soffio di vento. Il vento rappresenterebbe il soffio generante e ispiratore dello Spirito Santo.

Chi è l’Annunciata di Palermo?

In tempi recenti è stata smentita la tesi secondo cui si tratterebbe di Smeralda Calafato. Dopo diverse analisi, alcune delle quali svolte anche da uno specialista in chirurgia estetica, non sarebbe stata trovata conferma.

L’Annunciata di Antonello da Messina si trova a Palermo, presso il Museo di Palazzo Abatellis.

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