I lavoratori dell'era moderna sono abituati a stare seduti alla scrivania per diverse ore, con gli occhi incollati allo schermo e spesso senza fare neanche una pausa. Questa condizione, però, comporta alcune conseguenze negative, come la cosiddetta sindrome da pc: in tutto il mondo, fino a 70 milioni di persone sono a rischio di sviluppare quella che viene definita "computer vision syndrome". A rilevarlo, un report pubblicato su Medical Practice and Reviews: gli esperti hanno stilato un elenco dettagliato delle professioni a rischio, tra cui figurano commercialisti, architetti, banchieri, ingegneri, controllori di volo, grafici, giornalisti, accademici, segretari e studenti. Senza contare, poi, i milioni di bambini e adolescenti che trascorrono molte ore al giorno giocando al computer.

Gli studi indicano che dal 70 al 90% delle persone che usano il pc in maniera intensiva, sia per lavoro che per attività ludiche, ha uno o più sintomi della sindrome. Gli effetti dell'utilizzo prolungato non sono solo correlati alla visione, ma anche disturbi neurologici quali mal di testa cronici o problemi muscolo-scheletrici, come mal di collo e schiena. Quattro studi hanno dimostrato che l'uso di un computer anche per 3 ore al giorno è suscettibile di provocare sintomi che spaziano da quelli oculari fino allo stress psicosociale. Il disturbo più comune è comunque quello che coinvolge gli occhi: visione offuscata o doppia, ma anche bruciore, prurito, secchezza e arrossamento, ognuno dei quali può interferire con le prestazioni di lavoro.

Uno dei possibili meccanismi alla base della sindrome da pc chiama in causa le caratteristiche delle lettere che vediamo sullo schermo: a differenza di quelle stampate, infatti, quelle digitali sono composte da pixel e hanno contorni sfumati, quindi l'occhio fatica di più per mantenere la messa a fuoco. Un altro effetto inconscio è la riduzione della frequenza con cui si sbattono le palpebre: questo si tradurrebbe nei fastidi associati alla secchezza oculare.