Dalle serie tv come Gomorra alle notizie di cronaca del tg, ormai la violenza è una presenza fissa in televisione: questa continua esposizione a immagini brutali e crudeli, però, può avere effetti concreti e negativi. A spiegarlo ad AdnKronos è lo psichiatra Michele Cucchi, direttore sanitario del Centro medico Santagostino di Milano, che parla di Sindrome da Gomorra. Questo disturbo può provocare, soprattutto nei giovani, microtraumatismi con effetti che ricordano quelli di chi ha vissuto una guerra. "La condivisione delle immagini più crude, le serie tv e i talk show che trasformano in usanza il ricorso alla prevaricazione e all'aggressività nella dinamica interpersonale, può provocare la cosiddetta sindrome da Gomorra che influenza il nostro cervello emotivo", spiega Cucchi. 

"Nella società di oggi, dove ostilità, egocentrismo, diffidenza caratterizzano molte delle nostre dinamiche interattive – continua Cucchi – ci sarebbe da chiedersi quali potenziali effetti benefici di una tv 'virtuosa' stiamo perdendo come opportunità di crescita per tutti noi, ma soprattutto per i nostri figli. Infatti, un altro elemento caratterizzante di questo disturbo sembrerebbe essere lo sviluppo di idee fisse, quasi deliranti, circa l'essere bullizzato, perseguitato in qualche modo o più semplicemente oppresso. Questo provoca la ricerca smodata di una autodifesa. Alcuni autori suggeriscono che siano queste caratteristiche a poter spiegare certi omicidi e suicidi altrimenti inspiegabili".

Il rischio non riguarda soltanto i ragazzi: è importante la qualità di quello che guardiamo, spiega l'esperto, "perché stare davanti alla televisione, in termini generali di tempo speso, non sembrerebbe essere associato a esiti negativi sul comportamento nella vita reale".