Babbasone significato e origine.

  • Quanti babbasòni ci sono nel mondo? Sono praticamente infiniti!
  • Se vi siete chiesti qual è l’origine di questa parola siciliana, eccovi accontentati.
  • Facciamo insieme un piccolo viaggio nella tradizione della nostra isola e nei suoi modi di dire.

Vi hanno mai dato del babbasone? Sicuramente vi sarà capitato di sentire (o utilizzare) questo termine e magari vi sarete anche chiesti da dove deriva. La risposta è un po’ più complessa di quanto possiate immaginare. Per comprenderla, partiamo anzitutto dal significato: il babbasone è una persona un po’ tonta, credulona, non proprio sveglia. A darci tutte le delucidazioni sulla sua genesi è la mitica Accademia della Crusca. La base, cioè “babb-“, è legata a due termini molto diversi: babbeo, cioè sciocco, ma anche babbo, cioè papà. Entrambe sono una forma di “ufficializzazione” nella lingua vera e propria della sillaba “ba-ba” che viene lallata dai bimbi, alla quale si suole dare il senso di “papà”. Così è diventata un nome a tutti gli effetti. Ma come si spiega, invece, il significato di babbo come sciocco?

Anche in questo caso, l’origine è nello stesso “ba-ba”, che viene tuttavia interpretato per indicare chi è ingenuo, innocente, proprio come un bimbo che sa dire solo “ba-ba”. Da ingenuo a sciocco il passo è breve. Troviamo, così, molte forme dialettali che uniscono il Sud dell’Italia. In Salento, ad esempio, bbabbare vuol dire “stordire qualcuno”, magari a suon di chiacchiere. Tipicamente siciliano è “bbabbijari“, cioè comportarsi da sciocco (come non citare la celebre frase “Ma stai babbiando?”, cioè “Stai scherzando?”). Facendo un piccolo passo avanti, dunque, il bbabbasóne, babbasone, altro non è che uno scioccone, un credulone, che si chiama così anche in modo affettuoso.

Una piccola curiosità. Troviamo formazioni a base bab(b)- e con significati analoghi troviamo anche in molte altre lingue. Ad esempio in greco antico, con bábion ‘bébé’, babázein / babízein, cioè parlare difettosamente (come i bimbi che non sanno parlare)’, babái ‘esclamazione di meraviglia’ e via discorrendo. La prossima volta che vorrete dare del babbasone a qualcuno (o vi sentirete dare dei babbasoni), ricordatevi da dove è iniziato tutto!

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