CALTAGIRONE (CATANIA) – Alla fine è venuto fuori il movente dell'uccisione di Patrizia Formica da parte di Salvatore Pirronello (leggi qui): lui voleva troncare la relazione, mentre lei voleva portarla avanti. Adesso si assiste al duro sfogo dei parenti della donna. "Ci vuole la pena di morte per chi uccide: un delinquente toglie la vita e poi vive tranquillo, mantenuto per anni in carcere. Non è giusto. Ed è colpa della politica", dice tra le lacrime Beniamino Formica, il fratello di Patrizia. 

L'uomo, giustamente disperato, aggiunge: "Lui non era l’uomo giusto per lei. Io lo avevo detto a mia sorella, ma lui ha minacciato me, la mia famiglia e i miei figli e io mi sono fatto da parte. Mia sorella ha presentato denuncia contro di me per salvare questo demonio, il suo assassino". Altri familiari esprimono il loro "grande dolore" anche per "quello che lei ha vissuto e per tutto ciò che lei avrebbe voluto".

I vicini assicurano che Patrizia e Salvatore era una coppia tranquilla e che "non era trapelato alcun segnale premonitore della tragedia". Nessuno li ha mai sentiti litigare, nemmeno nelle ore precedenti al delitto. I due abitavano nel palazzo da pochi mesi in una casa presa in affitto. Lui usciva regolarmente ogni mattina per andare a lavorare in una impresa nella zona industriale di Caltagirone. Lei rimaneva a casa, dopo avere chiuso un negozio per la vendita di biancheria intima.