BARONE            Il 25 novembre, in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico 2013/2014 dell’UNITRE – Sede Associata di Canicattì, sarà presentato al Teatro Sociale di Canicattì il volume di Gaetano Augello Il barone Francesco Lombardo Gangitano edito dal Centro Stampa di Canicattì.

           Scrivendo questa biografia l’autore si è proposto l’arduo tentativo di colmare una grave lacuna nella pur ricca storiografia locale, dal momento che al barone Francesco Lombardo Gangitano, protagonista della vita economica, finanziaria, politica e culturale non solo della sua città, Canicattì, ma dell’intera Sicilia tra la fine dell’Ottocento e il primo decennio del Novecento, non è stata dedicata finora alcuna ricerca.

       invito 1    Nel libro si analizza l’impegno di Francesco Lombardo (14 febbraio 1835 – 21 gennaio 1910) svolto, da protagonista, soprattutto nella questione della revisione delle circoscrizioni territoriali ed in quella dell’abolizione delle decime ecclesiastiche. Vi si esamina, altresì, l’impegno profuso dall’illustre canicattinese in favore della modernizzazione del settore agricolo che sarebbe diventato il volano dell’economia locale.

          Francesco Lombardo fondò la “Lega Siciliana per la Riforma delle Circoscrizioni Territoriali” con l’intento di adeguare l’estensione dei singoli comuni al nuovo ruolo da essi assunto nella vita economica e sociale. Esistevano situazioni davvero assurde: Canicattì allora, con una popolazione di 25.000 abitanti possedeva un territorio di appena 5.563  ettari, mentre la vicina Naro, con una popolazione di 10.000 abitanti, possedeva un territorio di 14.145 ettari. Ancora più forte lo squilibrio con Girgenti e Caltanissetta: i due capoluoghi, con 24.000 e 30.000 abitanti, usufruivano, rispettivamente, di un territorio di 37.000 e 42.000 ettari. I proprietari terrieri di Canicattì pagavano la gran parte delle tasse ai comuni vicini che avevano grande disponibilità di soldi per la realizzazione di opere pubbliche mentre il comune di Canicattì aveva difficoltà a realizzare gli interventi di prima necessità.

       invito 2   Con un’altra iniziativa, la costituzione della “Lega di Resistenza contro le Decime Regie Siciliane”, il barone Lombardo lottò, con molti sindaci siciliani da lui guidati, per ottenere l’abolizione di un anacronistico balzello rimasto in vigore, dopo l’unità d’Italia, solo in Sicilia: i proprietari terrieri, anche i più piccoli, dovevano versare ogni anno, in natura o mediante commutazione in denaro, la decima parte del raccolto di frumento ed orzo alle varie curie vescovili e, soprattutto, a quella di Girgenti, una delle più ricche dell’isola.

          Il barone Lombardo fu un grande imprenditore agricolo e, all’interno dei suoi immensi feudi (più di cinquemila ettari!), realizzò le prime case popolari per i suoi contadini e ben 60 chilometri di strade interpoderali. Particolare cura dedicò alla coltivazione del mandorlo di cui la Sicilia, insieme alla provincia di Bari, era la più grande produttrice del mondo. Un’altra importante attività imprenditoriale del barone canicattinese fu l’allevamento dei cavalli, finalizzato non solo agli bisogni agricoli ma anche ad esigenze di comodo e lusso, soprattutto per quanto si riferiva al settore dei trasporti. I pregiati quadrupedi raggiungevano da Canicattì numerose caserme dell’Artiglieria, della Cavalleria e dei Reali Carabinieri in tutto il territorio nazionale e perfino la corte reale inglese.

       invito 3   Francesco Lombardo fu anche protagonista della vita culturale ed artistica di Canicattì: invitò il grande architetto Ernesto Basile per la realizzazione di un progetto di trasformazione ed ampliamento di un vecchio baglio agricolo in contrada Firriato. Il Basile avrebbe in seguito progettato anche il Teatro Sociale, i prospetti della Chiesa Madre e di San Giuseppe ed altre opere.

          Presenti nel volume numerosi riferimenti  al sorgere, a Canicattì, delle prime banche ed in particolare allo sviluppo delle casse operaie e rurali di ispirazione laica e cattolica e, tra queste ultime, della Cassa Rurale “San Francesco”, oggi Banca “San Francesco”.

         Del barone Lombardo, ancora, viene evidenziata l’attività filantropica e la grande munificenza, soprattutto nei riguardi dell’Ospedale Civile che sarebbe stato poi a Lui intitolato.

         Dall’opera emerge il rapporto di collaborazione tra il barone Lombardo e Giovanni Guarino Amella, protagonista della vita politica sia a livello cittadino che in campo nazionale.

         In appendice sono riportati documenti inediti di particolare valore storico: atto dotale del 20 febbraio 1860; documenti relativi al regio patronato dei canonicati, copia del diploma del conte Ruggiero del 1093, donazione del barone Lombardo all’Ospedale di Canicattì del 19 giugno 1909, erezione in corpo morale dell’Ospedale e del Ricovero di Mendicità di Canicattì, documentazione relativa alle casse rurali, operaie ed agrarie ed alle società cooperative di Canicattì, ecc.

         La pregevole e dotta prefazione, dal titolo “Il barone Lombardo, un uomo”, è stata curata dall’avvocato e scrittore Diego Guadagnino.