U cannistru ri morti‘. Sì, questo è il momento giusto perché il 2 novembre è alle porte e, si sa, la commemorazione dei defunti Palermo è una vera e propria festa gioiosa e nostalgica allo stesso tempo, così come lo sono i ricordi di chi non è più accanto a noi.

Ebbene, il canestro è un cestino in vimini preparato per i più piccoli in vista della notte tra l’uno e il due novembre. Purtroppo, magari perché si dà più spazio a feste altrui (ogni riferimento a Halloween non è puramente casuale), questa tradizione non è più forte come prima ma c’è ancora qualche famiglia che resiste.

La premessa è che il 2 novembre è il giorno dei regali per i bambini, idealmente offerti dai cari estinti. Un cesto, per l’appunto, pieno di biscotti, dolci e talvolta giocattoli, magari che poggiano su un mucchio di paglia. In pratica è un modo per i defunti per dimostrare l’amore e la vicinanza nei confronti degli amati vivi.

Cosa va messo nel cannistru ri morti?

Beh, non si può non partire con la deliziosa e colorata frutta di martorana. E poi i biscotti della tradizione: taralli, reginelle, tetù  teio, catalani… tutti biscotti che, fortunatamente, si possono trovare nei panifici del capoluogo siciliano, non solo nei pressi delle feste.

Ma non finisce qui: nel cannistru ci va anche un altro tipico biscotto del periodo, l’osso di morto (i mustazzoli), conosciuto per la sua durezza: attenzione a denti e mandibola! Senza dimenticare i biscotti di San Martino nella loro versione secca, anche questi facilmente reperibili nei panifici.

Cos’altro? La frutta secca (lo scaccio): mandorle, nocciole, arachidi, pistacchi… E poi? Torroni, cioccolati…

Insomma, altro che Halloween… a Palermo il macabro (che è decisamente più romantico, familiare e tenero) è pure dolce.

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